Quiet Signs<small></small>
Americana − Songwriting

Jessica Pratt

Quiet Signs

2019 - City Slang/Mexican Summer
06/03/2019 - di
E` difficile trovare ai tempi nostri qualcosa di più puro e incontaminato della voce e della proposta artistica della californiana Jessica Pratt, giunta con questo splendido Quiet Signs al suo terzo lavoro in 7 anni, con un percorso discografico praticamente perfetto.

Non che sia cambiato poi molto da quel sorprendente esordio omonimo uscito su Birth nel 2012 quando la ragazza cercava di farsi largo in mezzo ad una schiera agguerrita di colleghe, quelle della generazione zero, artiste ricche di talento come non si ascoltava dai lontani e irraggiungibili seventies.
Jessica Pratt, assolutamente da non confondersi con la ben più nota soprano inglese, viene dalla San Francisco Area e deve il suo ingresso nella scena musicale a Tim Presley (Model Americans, The Nerve Agents, Ty Segall, Tha Fall) che si accostò ai suoi primi demo che poi finirono per formare gran parte del suo debutto adulto.
On Your Own Love Again è stato il degno successore di quell`opera prima ricco di una grazia e delicatezza da sempre il tratto distintivo della proposta della Pratt.

Quiet Signs ha avuto un parto decisamente più lungo visto che sono passati ben 4 anni dal precedente ma tanta attesa ha fruttato il suo disco più maturo e arrangiato anche se non necessariamente il migliore. Stavolta Jessica Pratt ha fatto ricorso a ben 3 differenti pianisti, Matthew Mc Dermott ,Al Carson e Will Canzoneri che pure si disimpegnano con organo, flauto e synth.
Questo è un disco che cresce ascolto dopo ascolto, facile cogliere delle sfumature che inizialmente si erano perse nella prima frettolosa lettura. La Bionda californiana dal fascino magnetico cattura e rapisce i sensi dell`ascoltatore grazie ad una voce che è quanto di più simile a un soffio di vento, un sussurro in mezzo al silenzio della natura.
Fare Thee Well, Poly Blue, This Time Around e Crossing sono gemme purissime, sono cose che eravamo soliti ascoltare in quei misteriosi album che oltre 40 anni fa ci deliziavano con suoni eterei e fascinosi. Stiamo al solito parlando di Vashti Bunyan, Bridget St John e tutte quelle eroine folk che ormai molti appassionati hanno imparato a conoscere grazie ai prodigi della rete. Fra le contemporanee si pone sulla stessa linea d`ombra delle splendide Laura Marling, Weyes Blood e della meno nota Erica Buettner della quale vi abbiamo parlato qualche mese addietro.

Come il precedente disco anche Quiet Signs ha il solito minutaggio ridotto ad una mezz`ora che però definire scarsa con un album così pare davvero una eresia.
Se siete nostalgici di un certo suono che pensavate perso fra i solchi delle ristampe di oscuri album solisti dell`età dell`oro e amate le voci eteree e celestiali qui c`è il disco che fa per voi. Se poi volete anche fare un salto in quel di Bologna per ammirare on stage Jessica Pratt  nell`unica data italiana del suo tour europeo questa è una occasione da non perdere, sono treni che passano una sola volta.

Track List

  • Opening Night
  • As The World Turns
  • Fare Thee Well
  • Here My Love
  • Poly Blue
  • This Time Around
  • Crossing
  • Silent Song
  • Aeroplane