Grace<small></small>
− Rock

Jeff Buckley

Grace

2004 - Legacy Edition - COLUMBIA
13/09/2004 - di
Quante volte dovremo ricomprare un cd ? Viene proprio da chiederselo dopo la ristampa di “Grace”, il cui autore ha subito il più grande sfruttamento postumo della storia del rock. Le ristampe della serie Legacy Editon hanno però, soprattutto per chi è cresciuto accarezzando il cartone dei vinili, un fascino al quale è difficile resistere.
“Grace” rimane uno dei dischi più importanti degli anni ’90, e Jeff Buckley ha inevitabilmente influenzato decine di gruppi e cantautori, dai Coldplay agli Starsailor, da Ryan Adams a Damien Rice, solo per citarne alcuni. Di quel capolavoro del 1994, il cui decimo anniversario dalla pubblicazione è lo spunto per questa nuova ricca ristampa, è già stato detto tutto e di più. L’intensità emotiva, l’interpretazione, la voce di Jeff Buckley al suo esordio discografico, sono ancora oggi davvero impressionanti. Riascoltare quelle canzoni, e non abbiamo mai smesso di farlo, stupisce sempre: i riferimenti musicali, radicati con disarmante personalità in un musicista così giovane, sono moltissimi e la disinvoltura con la quale riesce ad abbracciarli tutti è quasi sconvolgente.
Da Nina Simone ai Led Zeppelin tutto sembra scorrere con naturalezza e l’impressione che nella sua musica ci siano tanto cuore e tante anime, mettiamoci anche quelle di Dylan e Cohen per non sbagliarci, diventa certezza anche ascoltando versioni acerbe di brani scovati o forse centellinati dalla “perfida” Columbia.
Ecco, in quest’ottica, l’acquisto di Grace, nuovamente rimasterizzato dai nastri originali, ha un suo senso: il secondo disco contiene infatti ben sette inediti di assoluto valore e altre sei tracce prima sparse in vari ep o dischi promozionali.
Se “Forget Here”, canzone registrata in presa diretta a Woodstock nel ’93 durante le sessioni di “Grace” fu esclusa dall’album per lasciar posto a “So Real”, la prima versione di “Dream Brother”, con liriche diverse, sulle quali Buckley avrebbe poi lavorato molto prima di arrivare al brano definitivo che sigillava “Grace”, rende già l’idea della forza interiore di un brano che rimane uno dei più significativi e completi che l’artista abbia mai scritto.
In “Lost Highway”, cover di Hank Williams già comparsa sull’Ep “Last Goodbye”, Buckley dimostra ancora una volta il suo grande amore per le ballate e le sue “aperture” ad ogni genere. Suonata con disincanto e trasporto da un ragazzino poco più che ventenne, colpisce ed emoziona: la capacità di scavare nelle canzoni con la propria voce, rende uniche tutte le sue interpretazioni che hanno il gran pregio di insinuarsi sottopelle per rimanerci a lungo.
Stesso discorso per “Mama, You Been On My Mind”, altro pezzo inedito illuminato dal suo amore per Dylan, una devozione contagiosa che tocca il cuore. Ma è sulle note di “Other Woman”, altro tributo alle magiche corde vocali di Nina Simone, che il canto di Buckley diventa onirico e non ricordare in questa performance il padre Tim, che canta “Song To The Siren”, è quasi impossibile. E se la splendida canzone di Tim Buckley è stata omaggiata da Robert Plant, per far quadrare il cerchio basta ascoltare la road version di “Eternal Life”, nella quale i riferimenti alla band del dirigibile sono ancor più tangibili.
A rendere ancora più appetitosa (nonostante i 28 euro), questa versione splendidamente confezionata come vuole la tradizione delle edizioni Legacy, è il Dvd nel quale sono inclusi cinque video di “Grace” e un documentario sulla realizzazione dell’album che tragicamente sarebbe rimasto l’unico lavoro completato in studio da un artista del quale non finiremo mai di chiederci quante altre canzoni come “Lover, You Should’ve Come Over” avrebbe potuto regalarci. Mai lui è lassù, con Jim Morrison e Kurt Cobain, vittime degli eccessi del rock o forse solo delle miserie umane.

Track List

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