The Route to the Harmonium<small></small>
Rock Internazionale − Folk

James Yorkston

The Route to the Harmonium

2019 - Domino
02/04/2019 - di
Molte volte in passato abbiamo usato il termine sottovalutato per descrivere e magnificare le gesta di un artista che ancora non ha raccolto i consensi sia del pubblico che della critica e che meriterebbe un attenzione maggiore. Ecco quella parola lì si adatta alla perfezione per descrivere le gesta del magnifico scozzese James Yorkston, originario di Kingsbarns, Fife, giusto 35 miglia a nord di Edinburgo. Ad onor del vero in patria è considerato uno dei più bravi songwriters in circolazione ma tanto per restare alla cose di casa nostra, Italia intendiamo, risulta difficile per uno come lui salire su uno dei nostri palchi, circostanza che ci fa montare una rabbia che a stento riusciamo a trattenere.
Eppure James è uno che di strada ne ha già percorsa tanta, visto che ha al suo attivo 7 album in solitario, due con gli Athletes e altrettanti insieme a Suhail Yusuf Khan e Jon Thorne, tutte opere d`uno spessore notevole al punto che definire immacolata la sua discografia, iniziata nel lontano 2002, non appare certo una forzatura.
Sono dischi talmente belli che si farebbe un torto allo stesso Yorkston dovendo nominarne qualcuno in particolare, fatto sta che quest`ultimo disco doveva confrontarsi col precedente e splendido The Cellardyke Recording and Wassailing Society risalente a ben 5 anni addietro e sua ultima prova quantomeno in solitario.
Il miracolo sembra essere avvenuto visto che The Route to the Harmonium è nuovamente un lavoro notevole, come raramente abbiamo ascoltato in quest`inizio del 2019.
Per chi non si è ancora avvicinato alle cose dello scozzese possiamo dare le coordinate giuste riferendoci a un grandissimo come Nick Drake, del quale James Yorkston recupera in parte il tono vocale sommesso e la vena intimista oltre a un gusto per gli arrangiamenti che sembrano proiettarlo nell`epoca d`oro dei songwriters inglesi, i seventies ovviamente.

Il nuovo album si presenta con una coloratissima copertina opera di Jonny Hannah e nel booklet interno si ricorda che questa è un disco che parla di affetti familiari e di quanto costa per un musicista essere in tour e lasciare i propri cari ad aspettarti a casa.
Ci sono qui dentro 12 perle di rilucente bellezza, si parte con Your Beauty Could not Save You seguita dai brividi della seconda traccia The Irish Wars of Indipendence dove a fronte di un reading di grande intensità abbiamo un refrain davvero toccante.
Davvero superbo il lavoro alla tromba di Tom Arthurs che tinteggia gran parte delle tracce qui presenti al punto da essere un punto di riferimento dell`intero lavoro.
James Yorkston suona un grande varietà di strumenti dimostrando una versatilità non indifferente specie se unita a un gusto per la composizione con pochi uguali in questo nuovo millennio.
Altro brano che impressiona sono i 7 minuti di spoken word marziale di My Mouth ain`t no Bible, altra complessa e ardua prova di forza dello scozzese che fra le pieghe del brano cita Michael Chapman, Martin Carthy, Peter Brotzmann e Michael Hurley, tutti mirabili artigiani sonori.
I momenti più intimisti rimandano alle cose dello Yorkston dei primi dischi, splendida Brittle, ma pure Solitary Islands All dove il nostro si fa accompagnare soltanto dal fedele Jon Thorne al contrabbasso, così come il brano dal significativo titolo The Villages I Have Known my Entire Life, il piano qui è di John Ellis.
Il fantasma di Nick Drake è lì dietro l`angolo, James cerca di afferrarlo nelle pieghe di Oh Me, oh My e forse nessun altro, quantomeno di recente, era riuscito ad avvicinarsi così tanto allo spirito del grande artista di Tanworth-in-Arden.

Quando il disco dopo altre due tracce giunge infine alla conclusione ci rendiamo subito conto di trovarci di fronte a qualcosa di grande, forse il solo Paul Webb, alias Rustin Man, ci ha donato quest`anno un lavoro di questo spessore. Non a caso lo stesso Paul Webb produsse The Year of the Leopard, album di Yorkston del 2006.
Bello sapere che il disco oltre che a Manchester e Edinburgo è stato registrato a Cellardyke, il piccolo paese di pescatori dove James vive e che ha citato nel titolo del disco precedente.
Da ricordare che James Yorkston fa parte del Fence Collective, dove trovano posto artisti come KT Tunstall, The Beta Band e King Creosote oltre ad aver scritto pure un libro chiamato Three Craws (Tre Corvi ndr) uscito tre anni fa.
The Route to the Harmonium sembra proprio essere un potente riflettore che irradia il 2019 con la sua lucente e immacolata bellezza, vietato tenersi distanti da lavori come questo, se ancora c`è speranza di grande musica dopo che tutto sembra già essere stato detto e scritto, si nasconde nelle pieghe di album di questa portata.

 

Track List

  • Your Beauty Could Not Save You
  • The Irish Wars of Independence
  • Like Bees to Foxglove
  • Shallow
  • The Blue of the Thistle
  • My Mount Ain’t No Bible
  • Solitary Islands All
  • The Villages I Have Known My Entire Life
  • Oh Me, Oh My
  • Brittle
  • Yorkston Athletic
  • A Footnote to an Epitaph