Jungle jim and the voodoo tiger<small></small>
− Blues, Soul

James Luther Dickinson

Jungle jim and the voodoo tiger

2006 - Memphis International Records
06/11/2006 - di
In un mondo ideale Jim Dickinson dovrebbe essere considerato un santone della musica americana avendo inciso su veri e propri capolavori dei Rolling Stones, di Ry Cooder, dei Replacements e di Bob Dylan, solo per citarne alcuni.
Invece questo omone, che a guardarlo sembra l’ideale compagno di bisbocce di Dr. John, si trova ad essere riconosciuto solo dai più attenti appassionati, spesso per via dell’apporto offerto ai figli Luther e Cody nel lancio dei North Mississippi Allstars o per l’ultima collaborazione con Jon Spencer.
All’età di sessantacinque anni lui continua a sfornare musica da quella fucina che è il suo Zebra Ranch, da cui ultimamente sono passati tra i tanti anche Otha Turner, Jimbo Mathus, Lucero, Shannon McNally e ovviamente Jon Spencer, oltre ai pargoli NMA.
Nonostante tutto questo, i suoi dischi rimangono prodotti di nicchia, che spesso non vengono notati nemmeno dalla stampa specializzata, come successo per il precedente “Free beer tomorrow”.
Quest’anno il buon vecchio Jim ha dato alle stampe “Jungle Jim and the Voodoo Tiger”, che non ha ottenuto miglior sorte, tanto che è reperibile solo via internet, armandosi di carta di credito e di pazienza. Peccato, perché si tratta di roba gustosa, che viene dal profondo Sud, un po’ come il recente “Old scool hot wings” di Jimbo Mathus, con cui potrebbe fare coppia nel caso vogliate fare un figurone in una grigliata con gli amici.
Al di là degli ingredienti blues, soul, boogie, r&b, dixie e country, facilmente riconoscibili per via dei forti sapori tipici della zona e del personaggio, il disco si rivela spassoso e carico di forti dosi di anima.
Il mestiere non manca alla famiglia Dickinson, qua presente al completo, con l’aggiunta di alcuni degni compari tra cui Alvin Youngblood Hart, ma a rendere godibile ogni traccia è la ricerca di un groove speziato con abbondanza di pianoforte, keyboards, chitarre, sax, violino e ritmiche sempre pronte a sbattere e ciondolare.
Di fronte a portate tanto goderecce anche un artista misurato come Ry Cooder si è lanciato in un elogio riportato nel booklet: per capirlo basta ascoltare l’iniziale “Red neck, blue collar”, grassa come le parti corali e mosse di “Truck drivin’ man” e “Hadacol boogie” o gli stacchi slanciati di “Rooster blues”. Oppure sprofondarsi nelle ballate o strusciarsi col cameo finale di “Samba de Orfeo”.
Certo, nessuno dei pezzi porta la firma di Jim Dickinson, ma lui ha impresso a tutti il suo marchio. Ben riconoscibile.

Track List

  • Red Neck, Blue Collar|
  • Truck Drivin’ Man|
  • Violin Bums|
  • Out of Blue|
  • Love Bones|
  • Hadacol Boogie|
  • Rooster Blues|
  • White Silver Sands|
  • Can’t Beat The Kid (Part 2)|
  • Somewhere Down The Road|
  • Samba De Orfeo