Once or twice upon a time<small></small>
− Cantautore, Folk

Jaime Michaels

Once or twice upon a time

2006 - Club de Musique
27/06/2006 - di
Già ai tempi del precedente “Wicked dreams second chances” (2003) Jaime Michaels aveva iniziato a costruire dei ponti con l’Italia attraverso l’amico Jono Manson con cui aveva più volte collaborato.
Manson, si sa, con l’Italia ha un rapporto particolare, ancora più di altri songwrtiters nordamericani: oltre al fatto di essersi stabilito nel nostro paese, ha instaurato una serie di relazioni artistiche e umane che gli hanno permesso di creare un piccolo nucleo con i musicisti di Stefano Barotti e della Club de Musique. Proprio l’etichetta valdostana ha già pubblicato, oltre agli stessi Manson e Barotti, alcuni dischi di discreti interpreti americani come Scott Laurent e Kevin Trainor.
Michaels entra ufficialmente a far parte della famiglia con questo “Once or Twice Upon the Time” che non per niente si rivela il suo disco più vario e ricco.
Prodotto da Jono Manson, l’album è stato registrato parte in Italia e parte in Colorado. Oltre all’autore e allo stesso Manson, l’ossatura è data da due gruppi di musicisti: quelli italiani, tra cui Marco Barotti (percussioni), Paolo Bonfanti (chitarre), Pippo guarnera (Hammond) e Pietro Bertilorenzi (basso), e quelli americani, tra cui Kevin Trainor (chitarre), George Breakfast (mandolino, armonica), john Ware (batteria) e i Winstons (vocals).
Michaels ci mette le canzoni e la sua sensibilità di songwriter; la scaletta è amalgamata con intelligenza e scrupolo tra brani full band e altri in cui si propone in veste più intima e solitaria.
Si comincia con il reggae gioioso di “Angels talk” e con il gradevole blues bianco di “My big mouth likes stupid”: Michaels ha una voce gentile, ma non scontata, valorizzata dalla cura degli arrangiamenti. Sono soprattutto percussioni e organo a muovere e colorare pezzi come “Glory street” e “All the fingers”, mentre tra le tracce più intime spiccano “The kid” pungolata dal mandolino di George Breakfast e “Steady” condotta sempre tra il mandolino di Breakfast e la National steel di Trainor.
Si sente la mano più americana nel drive elettrico di “The getaway” segnato dalla slide di Trainor, mentre Michaels se la cava bene anche da solo assecondando la sua natura introspettiva con un paio di bei pezzi chitarra e voce attraversati da una leggera brezza notturna.
Jaime Michaels è un cantautore sincero e “Once or twice upon a time” è un disco che non deluderà gli amanti del buon rock. Soprattutto quei pochi che hanno ancora abbastanza cuore da lasciarsi sfiorare da una canzone.

Track List

  • Angels talk|
  • My big mouth likes stupid|
  • Once or twice upon a time|
  • The kid|
  • Glory street|
  • A little more|
  • A stone in my shoe|
  • Heaven knows|
  • All the fingers|
  • Steady|
  • The getaway|
  • First snow

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