Retrò<small></small>
Emergenti − Songwriting − folk

Jacopo Perosino

Retrò

2019 - Isola Tobia Label
27/09/2019 - di
Con le capacità ci si può permettere qualsiasi cosa, questo è quello che dimostra Jacopo Perosino nel suo Retrò, capace di calarsi in un mondo eterogeneo di suoni, ambientazioni, interpretazioni e riferimenti culturali; quando si ascolta un lavoro così non esistono i gusti musicali, ma solo l`oggettività delle potenzialità ben utilizzate. Jacopo Perosino potrebbe essere definito un nomade artistico dalle solide basi, capace di convogliare le esperienze in qualcosa di originale; si legge nella sua biografia che si divide tra il basket e la musica, esordendo artisticamente nel 2011 al festival  A sud di nessun nord  e nel 2012 avvia il collettivo musical-teatrale Noàis coi quali si esibisce in rassegne nazionali per chiudere il tour in Germania, inoltre scrive, oltre a produrre, Lanterne, inserito tra i 40 finalisti del Tenco come “Opera prima”, ma la scalata di Perosino continua tra monologhi (Figli del 68), recital (le musiche e l`interpretazione di Femmes dans la rue).

   Nel 2017 l`artista inizia a lavorare a Retrò con la collaborazione di Paolo Penna e Giulio Rosa, con la produzione artistica di Fabrizio “Cit” Chiapello, l’album uscito nel 2019 si apre con Levante, brano vincitore del premio Colline di Torino – InediTo (2015) sezione testo-canzone; il concept album si compone di undici tracce ispirate a Il mantello, atto unico di Dino Buzzati: un viaggio incontro alla morte, così come è la stessa vita, nel quale si ritrovano i propri cari. Nel viaggio descritto, narrato, suonato, interpretato il destinato, come un umano protagonista di Antoine de Saint-Exupéry, attraversa il mondo di diversi personaggi accomunati dalla solitudine, metafora della società morente attuale cyberstatica, costretta a interpretare il proprio copione con makeup sempre più pesanti per nascondere i segni, nuove strategie di coraggio e sorrisi da avanspettacolo, sperando che le paillettes illuminino le vite e le luci accechino le emozioni. Cambi di abito, in un tatto sinestetico ci si traveste tra nuovi suoni che cambiano le atmosfere, annusando l’aria del trinciato e della polvere da sparo ( che cela l’odore della paura), creando un equilibrio apparente nel quale il positivo e il negativo si scambiano al variare del punto di vista; personaggi dalle voci cristalline cantano svolazzando tra l’ipocrisia, mentre il teatro francese svanisce e la “voice de ville” diventa uno schermo luminoso. Ogni situazione diventa un unico atto, con scenografia, immedesimazione e musiche che permettono di viaggiare, con un sottofondo di solitudine inquieta sempre presente, accompagnando le vicende, i personaggi pirandelliani melanconici che si immaginano da soli in un camerino, in galera senza più alcuna volontà propria e speranza salvifica. Perosino si presenta col singolo Vecchio cinema, tema più volte presente nel cantautorato emergente, evidentemente visto come evoluzione, creazione di un mondo fantastico sparito, sostituito da strutture moderne e mancante delle figure caratteristiche.

   Swing, musiche dell’Europa orientale, blues corposi, sporchi sottolineano gli stati d’animo, pennellando le ambientazioni di Retrò che è più di un album, è una scrittura capace di amalgamare ogni figura retorica in modo sapiente, capace di trasportare la mente accanto ai personaggi, li si sente vivere, soffrire, immedesimarsi nel proprio ruolo e ritrovarsi nel luogo della messinscena fintamente spettacolare circense, in una ipotetica piazza … ormai vuota. La sensualità del tango, le atmosfere retrò del valzer, il funereo noise di 900, brano che a metà lavoro accosta l’ascoltatore nella marcia del soldato con la pelle sudata di paura e bianca come la morte che vede tra la desolazione, incitando il giovane a sparare “900 .. guarda ..spara “ come se tutti gli altri fossero nemici. Perosino fa vivere i personaggi, li fa propri e ce li regala, dandoci il tempo per salutarli nell’immaginifica Gli amanti, una nenia in cui è bello immaginare la fuga di spalla di questi interpreti di vite non loro, tramandandoci la loro libertà, una libertà creata nell’andarsene con la loro inquieta malinconia, ormai vitale. Gli arrangiamenti talvolta risultano eccessivi, tutto Retrò è corposo, un labirinto di scene, suoni, parole, ma Perosino va ascoltato usando tutti i sensi perché riesce a stimolarli tutti, insieme alla fantasia.

Track List

  • Levante
  • Vecchio cinema
  • Mi penserai
  • La mosca e la farfalla
  • Rosita
  • Dietro le sbarre
  • L`intellettuale
  • 900
  • L`eleganza del fiore
  • La piazza
  • Gli amanti