Topaz<small></small>
Americana • Songwriting

Israel Nash Topaz

2021 - Loose

24/03/2021 di Laura Bianchi

#Israel Nash#Americana#Songwriting

Come può avere reagito un musicista durante l'ultimo anno, in una pandemia che l'ha costretto a fermarsi, a non esibirsi dal vivo, a rinviare ogni tour e ogni contatto con altri artisti? Chiediamolo a Israel Nash, che, per la registrazione del suo sesto album, dall'evocativo titolo Topaz, ha abbandonato il suo secondo cognome Gripka, e ha lavorato, in modo costante e creativo, nello studio costruito a poca distanza da casa sua, vicino a Austin, Texas, nell'idilliaca Hill Country.

Il cantautore, fresco quarantenne, ha così realizzato forse il suo album migliore, ed evidentemente il confinamento, la meditazione, il clima di tensione e incertezza hanno catalizzato la sensibilità di un artista attento a scrutare i cambiamenti della società, ma anche quelli all'interno di sé. Disco meditativo e diretto, immediato e raffinato insieme, ricchissimo di echi e suggestioni, Topaz è quello che il titolo indica: una pietra preziosa e luminosa, sfaccettata e cangiante, che contiene in sé il country - prog dell'iniziale Dividing Lines, la nostalgica ballad di Closer, sottolineata da una armonica straziante e da un incedere languido, o il ritmo soul di Down in the Country, dal colore e dal timbro anni '70, esaltato anche dai cori quasi gospel, dalla chitarra del  coproduttore Adrian Quesada, da una sessione di fiati energici, perfetto sfondo per una voce graffiante, alla Neil Young, che riflette sui molteplici inganni, orditi da politici egoisti ai danni di contadini inconsapevoli.

Ma le sorprese non finiscono qui, nei riflessi del Topazio: l'elettronica in Southern Coasts apre a lontani ricordi dei suoni Beach Boys, Canyonheart aspetta solo di essere cantata in coro nei futuri (e si spera imminenti!) live, la slide e l'armonica sono alla base della dolente Sutherland Springs, che ricorda la terribile sparatoria di massa, nella quale vennero uccise, nel 2017, 26 persone in una chiesa vicina alla casa di Nash. Proprio quest'ultima è forse, con la definitiva e conclusiva Pressure, la punta più brillante della gemma: country e soul intrecciati strettamente, la lezione di Young interpretata con la sensibilità di un giovane uomo, una chitarra lacerante, fiati potenti, al servizio di testi ficcanti: "Siamo più di loro / Insieme possiamo resistere / E fare pressione sull'uomo". In questo periodo tanto tormentato, incerto, abbiamo tutti bisogno di un pugno di buone canzoni, che ci facciano ancora riflettere, sognare, sperare in un mondo migliore. Grazie, Israel, per la tua pietra preziosa.

 

Track List

  • Dividing Lines
  • Closer
  • Down in the Country
  • Southern Coasts
  • Stay
  • Canyonheart
  • Indiana
  • Howling Wind
  • Sutherland Springs
  • Pressure