After the rain<small></small>
− Soul, Blues

Irma Thomas

After the rain

2006 - Rounder
04/08/2006 - di
Chi non ha mai sentito un disco di Irma Thomas resterà estasiato di fronte a questo “After the rain”. Magari anche commosso pensando a quanto queste canzoni trabocchino di immagini che rimandano alla tragedia di New Orleans.
Visto anche il titolo dell’album, si potrebbe facilmente dedurre che la Thomas abbia fatto un disco dedicato alla Crescent City. Come poteva esimersi lei che è soprannominata The Soul Queen of New Orleans?
“After the rain” però non è un omaggio come lo sono stati “Our New Orleans” e “Sing me back home” a cui la Thomas ha partecipato recentemente. Lei stessa tra l’altro ci tiene a precisare i brani sono stati pensati e sviluppati prima dell’uragano Katrina.
Questo disco è semmai il lavoro di un’artista che ha sempre portato con sé New Orleans e la sua musica. E continua a farlo con grande classe e professionalità, senza scomporsi e senza perdere il filo della sua musica.
Prodotte da Scott Billington, che da dieci anni ha preso in mano la carriera di una delle migliori voce soul / r&b rimaste in circolazione, queste tredici canzoni sono la definitiva consacrazione del ritorno di Irma Thomas a livelli d’eccellenza.
Pescando un po’ ovunque nel proprio repertorio e in quello ampio del songwriting americano, la Thomas si muove con delicata autorevolezza su un suono per lo più acustico e finisce per pubblicare quello che sembra essere il suo “Belly of the sun”: come anche per Cassandra Wilson, il cd è tanto elegante quanto intriso di radici, tanto appassionato quanto calibrato.
L’iniziale “In the middle of it all” è una carezza emblematica della grazia con cui la Thomas si immerge nella materia, accompagnata anche lei da illustri musicisti come Sonny Landreth, Corey Harris e Dirk Powell.
Anche quando scende nel blues “After the rain” è un album che mira alla perfezione assoluta: in qualche episodio un maggior slancio e una minor cura avrebbero reso le interpretazioni più cariche, ma è solo una questione di sfumature, perché la voce della Thomas ha una dignità e una qualità assolute, ben lontane dalla patina a cui oggi il soul è esposto. Che si tratti di Blind Willie Johnson piuttosto che di Stevie Wonder, lei si appropria delle canzoni con un equilibrio raro.
“Make me a pallet on your floor” e “I wish I knew how it would feel to be free” si muovono in modo sopraffino rispettivamente sul blues e sul soul senza premere. Tutto è suonato con estrema sobrietà, con qualcosa in più anche in “Flowers” e “Another man done gone”: chitarre acustiche, banjo, slide, fiddle, organo e voci gospel preparano un impasto perfetto nel dare risalto agli umori della black music.
Non si poteva chiedere di più alla Thomas: a questo punto anche una dedica a New Orleans sarebbe stata scontata.

Track List

  • In the middle of it all|
  • Flowers|
  • I count the tears|
  • Make me a pallet on your floor|
  • I wish I knew how it would feel to be free|
  • If you knew how much|
  • Another man done gone|
  • Till I can´t take it anymore|
  • These honey dos|
  • Anoher lonely heart|
  • Soul of a Man|
  • Stone survivor|
  • Shelter in the rain