Despite our differences<small></small>
− Cantautore, Folk

Indigo Girls

Despite our differences

2006 - Hollywood Records
07/02/2007 - di
Con vent’anni di carriera alle spalle le Indigo Girls sembravano aver fatto la loro strada. Tanto più che da tempo Amy ed Emily sono costantemente impegnate a pubblicare dischi appena discreti e dal 2005 sono uscite con una raccolta (“Rarities”), con un progetto solista della Ray (“Prom”) e con tre dvd riesumati da esibizioni degli anni ’90.
Si sente ormai la mancanza nella loro discografia di un disco “pesante” in grado di riportare la loro musica all’attenzione degli appassionati. L’occasione poteva essere questo “Despite our differences” che segna una sorta di ripartenza visto anche il cambio di etichetta.
In realtà non cambia molto: le due sono andate sul sicuro tornando ad affidare la produzione a Mitchell Froom e a coltivare quella coscienziosa formula elettro-acustica che è il loro distintivo.
Il cd è stato registrato nello studio casalingo dello stesso Froom a Santa Monica con l’apporto di Carol Isaacs (piano, organo), Greg Leistz (steel) e di un paio di ospiti alle vocals (Brandi Carlisle e Pink). Amy ed Emily cantano con la solita alternanza e suonano tutte le chitarre, compreso mandolino, slide e ukulele, mentre Froom si occupa anche delle keyboards.
Ne esce un altro album discreto e ben fatto, come nella media delle Indigo Girls. Ma ancora una volta non è quel lavoro importante in grado di riportarle in primo piano.
Non si possono che apprezzare le idee espresse in prima persona, ribadite in un booklet che consiglia siti, associazioni e media indipendenti impegnati a favore dei diritti umani e dell’ambiente. Allo stesso modo bisogna lodare la bontà del suono e degli arrangiamenti, ma l’impressione è che le Indigo Girls stiano sempre scrivendo la stessa canzone.
Mancano pezzi davvero rilevanti e non basta il lavoro di armonizzazioni su cui le nostre sono specializzate: “Pendulum swinger” è una critica coscienziosa alla propria nazione, “Little perennials” gira dalle parti dei Beatles con keyboards e handclaps, “Rock and roll heaven´s gate” sventola la bandierina di un timido r&r, mentre “I believe in love” e “Fly away” fanno sentire l’influenza di Joni Mitchell, anche se in una forma piuttosto semplificata.
Oltre che nelle voci delle due protagoniste, la carta della contrapposizione viene giocata con “Lay my head down” e “Money made you mean”, delicata la prima e tesa la seconda. Qualche variazione è tentata poi da “Dirt and dead ends” e “They won’t have me”, quest’ultima impegnata a favore degli homeless e dell’esercito della salvezza.
Il risultato è piacevole, ma non significativo quanto le intenzioni.

Track List

  • Pendulum Swinger|
  • Little Perennials|
  • I Believe In Love|
  • Three County Highway|
  • Run|
  • Rock and Roll Heaven´s Gate|
  • Lay My Head Down|
  • Money Made You Mean|
  • Fly Away|
  • Dirt and Dead Ends|
  • All The Way|
  • They Won´t Have Me|
  • Last Tears