Lascaux<small></small>
Italiana − Alternative

Houdini Righini

Lascaux

2020 - Rib├ęss Records
30/03/2020 - di
Houdini Righini è il moniker del riminese Giuseppe Righini, artista versatile sia per quanto riguarda il teatro sia per quanto riguarda la musica, con molte collaborazioni all`attivo (Andrea Chimenti, Andy dei Bluvertigo, Mauro Ermanno Giovanardi, per citarne alcuni) e con già tre album accolti con successo pubblicati ed il quarto, questo Lascaux di cui vi racconto oggi, in arrivo il 13 marzo. Partiamo dal concept: Lascaux è il nome di uno dei più antichi complessi di caverne francesi a decorazione parietale del paleolitico. Proprio come le grotte, le immagini di copertina e il tappeto sonoro quasi completamente elettronico che caratterizza questo disco, sono scarni, primordiali e letteralmente ridotti all`osso. Ma se si pensa che il disco sia privo di complessità, siamo in errore: ogni canzone infatti è un pezzo a sé stante, un frammento di tempo che esige il suo ascolto, la sua comprensione, in un quadro che via via si fa complessivo e che viene riassunto sul finale dalla ghost track Dai, Dai, Dai, una delle possibili chiavi di lettura del disco.

La definizione che io ritengo perfetta per questo disco è "siderale". Lo è perché la scelta dell`elettronica richiama a panorami notturni, contemplativi, e la cupezza apparente dei suoni alimenta la suggestione e l`istinto di ascoltare il disco in solitudine e riflessione su sé stessi e sulla natura che ci circonda, sul destino, sulla spiritualità di ciascuno di noi: Polvere, ad esempio, richiama molto la dark wave, probabile reminiscenza di uno dei gruppi in cui ha militato, i Sin-é, a metà anni 90, o degli Hype, altro gruppo di cui ha fatto parte, i cieli grigi, un non so che di apocalittico)

La scrittura di Righini è assolutamente complessa, molto sopra la media, perfettamente adattata alla musica al punto che in alcuni pezzi potrebbe essere gradita e risultare non straniante anche ad un pubblico non italiano: mi riferisco ad esempio al singolo Con le mie mani. Oltre all`elettronica troviamo anche pezzi più cantautoriali, ad esempio "Satantango" dove un ottimo Pierarberto Valli suona il pianoforte, pezzo malinconico, autunnale ed elegantissimo.

Notevole anche il crescendo di Ora che ci sei, testo di sei parole in tutto ripetute come un mantra, corredato da chitarra acustica e elettronica minimalissima di base che si aggiunge via via che il pezzo scorre.

Dormi, altro brano intenso, con coda in tedesco recitata da Alexa Invrea, artista e pittrice tra Rimini e Berlino, ancora una volta conferma la serietà del lavoro dietro questo disco, il fatto che dietro ci sia un disegno ben preciso a livello estetico.

Una nota pittoresca e che alcuni potrebbero trovare curiosa è il timbro vocale, che richiama molto da vicino quello di un cantante noto, di cui non faccio il nome: lo dovete scoprire da soli.


Track List

  • Con le mie mani
  • Cristo Baal
  • Primavera Nera
  • Hikikomori
  • Nudo
  • Polvere
  • Satantango
  • Ora che ci sei
  • Dormi