Love Songs for Insensitive People<small></small>
Emergenti − Alternative − rock, electro, post-rock, indie-rock

Heathens

Love Songs for Insensitive People

2019 - Ricco Label / Shyrec
16/08/2019 - di
Terzo album per i veneti Heathens, band di Feltre fondata nel 2012 dai fratelli Mattia e Lorenzo Dal Pan (rispettivamente voce e synth/elettronica) e completata nell’attuale formazione da Matteo Valt (synth/elettronica), Francesco Dal Molin (basso/contrabbasso), Massimo Cappello (chitarra), Stefano Pettenon (batteria).

L’album Love Songs For Insensitive People è stato pubblicato dall’ etichetta giapponese Ricco Label e sull’italiana Shyrec (edizioni Ala Bianca) ed è caratterizzato da suoni cangianti a chiara vocazione internazionale; talvolta ci si imbatte allora in un’elettronica minimale, deliziosamente elegante e fragile come cristallo, mentre altre volte in suoni avvolgenti con gli archi d’atmosfera di Nicola Manzan (Bologna Violenta). Il disco comprende sonorità sognanti, pensose e sfumate come nel post-rock (v. la meravigliosa Best Wishes), ma anche nutrite di synth dal suono sottile, al contempo luminoso e malinconico, modernissimi, ma anche in qualche modo dal sapore new-wave; altre volte la raffinatezza del tessuto musicale, con i suoi bassi profondi e suadenti, rivela la sua ascendenza, che affonda le radici nell’ascolto ammirato del Bristol sound, oppure i brani prendono un passo che ha qualcosa del potere evocativo chiaroscurale, quando non notturno, dei migliori Piano Magic (Humans), o ancora distillano un synth-rock corposo e coinvolgente, ben arrangiato e orecchiabile. Altre volte i bassi che pulsano nervosi contro cieli di sonorità più eteree ricordano i Radiohead, ma quel che appare particolarmente interessante è la produzione, che appare molto curata e dà ai suoni il giusto spazio, senza comprimerli, per un album che si tiene lontano sia da un certo indie approssimativo e troppo lo-fi che da suoni patinati, “finti” e commerciali. Ben bilanciato è infatti l’inserimento delle chitarre, così come l’orchestrazione dell’elettronica, che può infiammare i pezzi con sonorità potenti e vibranti.

A questi suoni forse si adatta meglio l’uso dell’inglese che l’italiano adoperato in un paio di pezzi, mentre convincono tutte le collaborazioni, dalla voce emozionante di Enrica Balzan, che regala un controcanto da brividi in Best Wishes, impreziosita anche dal theremin di Valeria Sturba (OoopopoiooO), a quella ricca di venature black di Pall Jenkins (The Black Heart Procession, Three Mile Pilot) nell’eclettismo di No Tears, brano dal fascino impalpabile e insieme oscuro, punteggiato anche dal piano caliginoso e dolente di Mosè Andrich. Delicato è l’intervento parlato della giovane poetessa Eugenia Galli in Fil di ferro, in un doppio ritratto femminile efficace fin dai primi tocchi.

Nei testi si affronta in qualche modo l’amarezza di relazioni “usa e getta” che lasciano svuotati, la malinconia sotterranea del ripetersi meccanico del gioco della seduzione per ingannare il tempo (in ogni senso) e la superficialità di chi consuma storie in fretta senza farsi coinvolgere profondamente, ma vivendo emozioni tanto forti quanto superficiali; di contro si profila il desiderio di emozioni genuine, da vivere anche a costo di soffrire.

Il lavoro si presenta in definitiva come sfaccettato, accattivante e ricercato: da ascoltare.

 

Track List

  • Best Wishes
  • Run Away
  • No Tears
  • Humans
  • Heartbeat
  • Fil Di Ferro
  • When Morning Comes We’ll be There to Wait for It Without Thinking
  • Sarebbe Bello