Lovers And Leavers<small></small>
Americana − Songwriting

Hayes Carll

Lovers And Leavers

2016 - Highway 87 / IRD
23/05/2016 - di

Prima di tutto sono storie, da ascoltare con pazienza e rispetto: Hayes Carll ce le offre così, nel suo nuovo Lovers & Leavers, il quinto lavoro dopo cinque anni di silenzio da KMAG YOYO (2011). Dieci storie intime che incrociano un periodo non facile nella vita del musicista di The Woodlands (Texas), lontane dai racconti di sbornie e ragazze facili di un tempo e in buona parte ispirate al fallimento del suo matrimonio. E se già il titolo del disco lascia pochi dubbi sul tema, altre tracce come Good While It Lasted rincarano la dose. Ma non c`è disperazione: l`amore è ancora qualcosa su cui puntare, anche nella forma dell`amore paterno raccontato in The Magic Kid, un brano ispirato dalla passione del figlio Elie per i giochi di magia con le carte.

Lovers & Leavers è un disco sicuramente autorevole, che conferma l`ottima qualità del songwriting di Carll, forgiata in quella nobile dinastia cantautorale texana che ha per capostipite il venerato Townes Van Zandt. Il pezzo più rappresentativo in questo senso è Sake Of The Song, forse il migliore, capace di aprire lo sguardo e il respiro sulla geografia sonora del Lone Star State. Ma è un episodio raro, insieme all`organetto imbizzarrito di Love Is So Easy e alla progressione vocale, quasi di una rabbiosità trattenuta, di My Friends. A prevalere, nelle dieci tracce, è un mood dolente, malinconico, intimo, sommesso, che segna anche un parziale cambiamento di rotta rispetto al country-rock più ispido dei lavori precedenti. E qui entra in gioco la seconda grande novità, e cioè l`ingombrante presenza di un gigante come Joe Henry, che trascina con sé la spinosa discussione sul produttore-star (l`alter ego dell`archistar in architettura...). Una figura ambigua, chiamato a “tirar fuori” e a dar forma all`anima più profonda dell`artista ma sempre tentato dal sovrapporre la sua personalità, stendendo ovunque la patina uniforme del suo gusto.

La mano di Henry si sente: basti ascoltare The Love That We Need o The Magic Kid. I musicisti sono i suoi, dal bassista David Pilch al “prezzemolino” Jay Bellerose alla batteria, che si distingue per un sobrio lavoro di sottrazione ai tamburi. Anche gli arrangiamenti sono i suoi, soprattutto nella seconda metà di un disco che suona ostinatemente acustico e costruito sull`elegante intreccio tra le chitarre e le delicate tastiere di Tyler Chester (notevole la sua “entrata” solista in The Love That We Need e tutto l`accompagnamento al piano elettrico su Jealous Moon). Ma complessivamente non si può dire che l`operazione non sia riuscita, né che il demiurgo Henry abbia preso troppo il sopravvento. Il prodotto è di qualità e ha un suo fascino, proprio per l`indubitabile stoffa di autore e interprete di Carll, anche se manca il graffio, il cambio di tono, qualcosa che lasci davvero il segno, in un lavoro sicuramente di transizione nella carriera (personale e professionale) dell`artista.

 

Track List

  • Drive
  • Sake Of The Song
  • Good While It Lasted
  • You Leave Alone
  • My Friends
  • The Love That We Need
  • Love Don`t Let Down
  • The Magic Kid
  • Love Is So Easy
  • Jealous Moon