From A White Hotel<small></small>
Americana − Rock

Hawks & Doves

From A White Hotel

2018 - Jullian Records
22/10/2018 - di
La storia che accompagna questo From A White Motel, album d’esordio dei Hawks & Doves, parte dalla bonus track (sono due in tutto) di Wiseblood dei Tender Mercies, commissionata a scopi benefici a Kasey Anderson da un amico. Anderson è uno di quei personaggi che a noi piacciono tanto, spesso oltre i confini con la legge, un po come, per motivi diversi, lo Steve Earle di qualche decina di anni fa. Il nostro ha una storia musicale che lo ha già visto essere presente con tre album solisti incisi nell’arco di sei anni (Dead Roses del 2004, Reckoning del 2007, e Nowhere Nights uscito nel 2010), seguiti da un dsco con gli Honkies (Heart Of A Dog, pubblicato nel 2011) cui farà seguito un disco apparso solo in download sul sito web di Anderson sempre a nome degli Honkies (Let The Bloody Moonrise, uscito nel 2012). Adesso ecco nascere questa nuova formazione, composta da Anderson, dal produttore/ingegnere del suono Jordan Richter, Ben Landsverk e Jesse Moffat. A loro su questo disco esordio si aggiungeranno Eric Ambel (Steve Earle, Bottle Rockets, The Del-Lords, Mojo Nixon, ma la lista sarebbe molto lunga),  Kurt Bloch, un signore cha prodotto dischi di gente quale The Presidents of United States of America, Robyn Hitchcock, Minus 5, Ralph Carney che abbiamo incontrato come session man in diversi dischi di Tom Waits. 

La musica che scaturisce da From A White Motel, è dichiaratamente Rock, quel Rock elettrico che pur non inventando nulla, riesce ancora a far fremere l’ascoltatore, specie nei live act, dove l’alchimia che scaturisce dal groove creato da Anderson e dai suoi  musicisti dovrebbe far scaturire uno spettacolo potente ed in grado di competere con i migliori gig in circolazione. In attesa, se mai ve ne sarà occasione, di poter vedere un loro  concerto, va detto che l’album è veramente bello, con una serie di canzoni che passano in rassegna argomenti diversi, come la politica nell’iniziale The Dangerous Ones, toccando note autobiografiche nella impetuosa e trascinante  Chasing The Sky, giungendo a toccare temi biografici come bella Bulletproof Hearts  che appare come una sorta di tributo alla  front-woman transgender della punk band Against Me!, ovvero Laura Jane Grace. Un pezzo quest’ultimo con tiro talmente classico (si sfiora Tom Petty…) da risultare irrinunciabile. Il resto non è da meno. Il suono rimane fresco e vario, non mancando di personalità come facilmente riscontrabile in pezzi come Every Once In A While dove s’inseriscono ottimamente i fiati, o la minimalista Geek Of Love. Quando arrivate alla title track e d alla prima bnus track, In The Ocean, beh, i fantasmi di Steve Earle si palesano in maniera evidentissima.

Insomma questo è un disco perfettamente riuscito, non privo di qualche piccolo difetto, ma vero, vissuto, reale, senza scadimenti di sorta.  Un disco che ha il grande merito di continuare a tornare sul piatto (posseggo l’edizione in vinile) con una frequenza che certifica la sua validità. Tanto più se pensate che arriva da un gruppo al suo esordio e con un souno così compiuto e marcato, da non poter restare inosservato.

Molto consigliato!!

 

Track List

  • The Dangerous Ones
  • Chasing The Sky
  • Every Once In A While
  • Get Low
  • Geek Love
  • Bulletproof Hearts (For Laura Jane)
  • Lithium Blues
  • A Lover`s Waltz
  • Clothes Off My Back
  • From A White Hotel
  • In The Ocean (Bonus Track)
  • Wiseblood (Bonus Track)