Workbench songs<small></small>
− Country, Cantautore

Guy Clark

Workbench songs

2006 - Dualtone
25/01/2007 - di
Guy Clark è un vecchio, basti pensare che esordì all’età di trentacinque anni e che oggi ne ha sessantacinque. Come tutti i vecchi la sa lunga e per questo si è sempre tenuto a distanza dai ritmi frenetici del sistema musicale: ha vissuto in una sorta di bolla atemporale, solo lui, le sue canzoni e qualche fidato collaboratore. Così come hanno fatto altri suoi colleghi cresciuti a pane e country, songwriter in via d’estinzione che sopravvivono dalle parti del Texas.
Quando si parla di Guy Clark e dei suoi dischi, non c’è quindi bisogno di attenersi a scadenze e tempi d’uscita; non bisognerebbe nemmeno accenare al fatto che “Workbench Songs” è stato nominato ai Grammy Award 2007 per la categoria “Best Contemporary Folk/Americana Album”.
Guy Clark è uno che si cura solo delle sue canzoni: le costruisce in modo tradizionale, con l’esperienza e la mano di un vero artigiano. Prepara gli strumenti e leviga i pezzi nello scantinato di casa sua poi convoca qualche amico musicista di lunga data e si dedica alle rifiniture con la pazienza che solo gli anziani conoscono. Questo è il suo metodo di lavoro, un approccio che oggi pare superato, ma che dà ancora ottimi risultati.
Guy Clark ne trae soddisfazione, al punto che spesso nei booklet immortala il suo laboratorio casalingo o, come in questo caso, ne trae spunto per il titolo. A volte se ne compiace anche, lasciando che le canzoni si specchino e si rimirino nella loro aria antiquata: è quello che succede in “Analog girl”, che finisce per elogiare l’autenticità del proprio gusto a discapito della tecnologia moderna. È comunque l’unico episodio incerto in un disco di spessore.
In poco più di trentotto minuti il materiale country, folk e blues viene levigato in modo splendido: “Walkin´ man” è intagliata con uno spettro di rimandi che vanno da Woody Guthrie all’ultimo John Mellencamp così come la romantica “Magdalene” segue le piste più struggenti del Texas per arrivare in Messico con tocchi di nylon guitar, violino e tromba.
Guy Clark ha la capacità di punzecchiare con una voce amara (“Tornado time In Texas”) e con un’ironia ficcante (“Cinco De Mayo In Memphis”). Gli basta ruotare lo sguardo attorno ad un parcheggio per offrire uno spaccato di vita di provincia come fa in “Out in the parkin´ lot”. Anche quando canta dell’ennesimo eroe da rodeo o ciondola dalle parti di un saloon, non perde né in credibilità né in profondità perché riesce a combinare qualità e passione: il suo è un animo antico che difatti viene fuori nella cover di Townes Van Zandt (“No lonesome tune”) e nel duetto finale con Verlon Thompson (“Diamond Joe”).
“Workbench Songs” è opera di un vecchio, ma non è un disco da vecchi. Anzi, andrebbe consigliato ai più giovani.

Track List

  • Walkin´ Man|
  • Magdalene|
  • Tornado Time In Texas|
  • Funny Bone|
  • Exposé|
  • Out In The Parkin´ Lot|
  • No Lonesome Tune|
  • Cinco De Mayo In Memphis|
  • Analog Girl|
  • Worry B Gone|
  • Diamond Joe