Dischi volanti per il gran finale<small></small>
Emergenti − Songwriting − jazz

Gustavo

Dischi volanti per il gran finale

2018 - I make records
09/08/2018 - di
La storia vuole che Gustavo, al secolo Francesco Tedesco, scriva in una pagina Facebook delle poesie che solo col tempo decide di musicare, facendole diventare le tracce per il suo primo album intitolato Dischi volanti per il gran finale, versi rinchiusi in arrangiamenti complessi che proteggono la visione personale filosofico-cupa del protagonista che si descrive nella terza traccia, intitolata appunto Gustavo, imperfetto del verbo gustare e imperfetto del genere umano, capace di ammettere le proprie ire in I fiorellini del male e ansie in Piani.

   Un album dalle atmosfere creative, quanto stravaganti alla William Blake che affermava che “l`immaginazione non è uno stato mentale, ma è la stessa l`esistenza umana”, con l`impossibilità di riferirlo a un filone di catalogazione, oltre all`interiorità tormentata e contraddittoria alla Dostoevskij; analogamente Gustavo impersonifica queste caratteristiche e le esprime musicalmente. Undici tracce di ispirazione post rock, con pennellate di jazz create dai fiati che regalano un po` di freschezza ai testi criptici e sofferti, come se l`alter ego di Francesco Tedesco scavasse nel suo profondo, trasportandosi nel 1797, anno di nascita di Gustavo, perchè oggi la debolezza contemplativa di sè non sembra accettata. Questo viaggio introspettivo sembra, sul finale, liberare un po` Gustavo in Rbpj a conclusione di questo lavoro, scarnificando la propria profondità, dapprima con la poesia e poi in Dischi volanti per il gran finale in collaborazione con Aldo Canditone alla batteria, Antonio di Filippo al sax tenore e Gennaro Ferraro alla tromba. Una scrittura molto personale, indipendente e liberamente interpretabile, propria della poesia, affiancata da un`interpretazione buia, quasi in lotta con la musica che diventa la barriera di protezione di un`identità svelata enigmaticamente.

   Francesco Tedesco dei Danamaste esordisce da solista in Dischi volanti per il gran finale svelando la vera identità cruda, istrionica, riversando nella scrittura la propria emotività recondita, affascinate e ricercata nella totale mancanza di regole; il concept album sembra, a tratti, composto da tracce libere le une dalle altre, pur riconoscendone i legami a tratti indistricabili, è questa la sciarada ipnotica di questo esordio. La potenza musicale tinge di indicazioni il percorso identitario di Gustavo, che ambientandosi in un`epoca passata si libera delle consuetudini contemporanee ipocrite, riportando i brani al realismo della coscienza amplificata dai fiati che creano la giusta tensione emotiva che sembra essere l`obiettivo del cantautore. Dischi volanti per il gran finale va ascoltato isolandosi, immaginando Gustavo comporre le proprie liriche in penombra fino a penetrare nelle parti più opache dell`essere umano, ponendo attenzione solo a sé stesso, proprio come dovrebbe fare l`ascoltatore che si appresta ad avvicinarvisi.

Track List

  • Carente di note puntuali
  • Sanbenitos e berretti da somaro
  • Gustavo (1797 - μονογραφία)
  • Incubi
  • Dischi volanti per il gran finale
  • I fiorellini del male
  • Piani
  • Buon Giorno
  • S.B.Docet
  • Senza titolo
  • Rbpj