Strom hymnal: gems from the vault<small></small>
− Americana

Grant Lee Buffalo

Strom hymnal: gems from the vault

2004 - SLASH RECORDS / RHINO
14/06/2004 - di
È un buon periodo per la musica di Grant Lee Phillips: dopo l’uscita del suo secondo disco solista, “Virginia Creeper”, arriva questa ristampa dei Grant Lee Buffalo, doppia raccolta già uscita nel 2001.
Ed è un buon periodo in generale per recuperare certi pezzi di american music trascorsi troppo in fretta: ricordiamo un’altra raccolta di pregevole fattura uscita recentemente, quella dedicata ai 10.000 Maniacs. Non si può parlare di operazioni di mercato, perché la qualità della musica e l’impostazione del lavoro rimangono in primo piano: “Storm hymnal” comprende un primo cd con i brani di maggior spicco e un secondo con rarità e versioni inedite che ben si incastonano in quello che è stato il cammino dei Grant Lee Buffalo.
È d’obbligo ricordare che la band californiana è stata una delle più interessanti ed originali nel confrontarsi con la tradizione degli States, con quel suono roots o folk-country che dir si voglia. Forse sarebbe stato meglio celebrarli con un disco dal vivo, tassello che ancora manca alla loro discografia e che non è bastato “Buffalondon live Ep” per colmarne il vuoto. Comunque “Storm hymanl” svolge bene il suo compito e, cosa più importante in questi casi, lo fa con un senso preciso: non ci sono brani eclatanti da promuovere, che di solito fanno da traino alle raccolte, ma pezzi di musica che scavano un loro percorso.
La parabola artistica della band è ben rappresentata dalla sorprendente epica di “Fuzzy”, alle atmosfere rurali di “Mighty Joe Moon” fino ai sussulti di “Copperopolis” e di “Jubilee”: solo quattro episodi che hanno tramandato un suono rock, legato alla tradizione quanto ardito. Le tracce migliori provengono dalle prime due opere, quelle più ispirate, in particolare dall’esordio di “Fuzzy”.
A colpire ancora oggi è il modo in cui la voce di Grant Lee Phillips leva il proprio timbro insieme a strumenti prevalentemente acustici, innalzandosi con uno sbattere d’ali secco, deciso, ma estremamente naturale. Raramente in seguito è capitato di trovare un equilibrio così spiccato, quasi che canto e strumenti come personificati mirassero ad un’unica visione: questa comunione risultava evidente dal vivo, dove il suono si faceva acido e dilatato, quasi sempre senza chitarra elettrica. Proprio la mancanza assoluta di tracce live lascia sperare in una futura pubblicazione di materiale tratto da qualche concerto.
Dal secondo cd viene confermato il senso di ricerca che la band perseguiva: le outtakes non mirano infatti a soddisfare la curiosità dei fans, ma continuano la costruzione di un suono sinuoso e sobrio, allo stesso tempo tempestoso.
Da qui la carriera solista di Grant Lee Phillips si è evoluta aprendosi ulteriormente tanto verso il pop quanto ancora verso la tradizione: non a caso vi si può scorgere un percorso parallelo con quella Nathalie Merchant, voce dei già citati 10.000 Maniacs.

Track List