Let It Burn<small></small>
Rock Internazionale − Rock

Gospelbeach

Let It Burn

2019 - Alive Natural Sound
21/11/2019 - di
Ci sono dischi che riescono a permeare di nostalgia anche le giornate più luminose. Eppure da questo tipo di sensazione è dolce farsi cullare, anche grazie ad uno splendido  album come questo. Let It Burn, quarta prova dei GospelbeacH che, da quando è arrivato sul piatto del mio giradischi, è ritornato con una frequenza tale da indurmi a volerne scrivere. Cosa che, credo, capiterà anche a voi se vorrete accostarvi a questo disco. Diverse le ragioni che fanno amare Let It Burn. Intanto le canzoni, tutte decisamente sopra la media. Il sound che le permea, che fa perno su una leggera ma chiaramente avvertibile sorta di koinè con qualcosa che ha fatto parte dei nostri ascolti nel tempo, legando un delizioso Pop Rock alla Fleetwood Mac mid seventies, con Tom Petty & The Heartbreakers, passando per Byrds arrivando a certe cose di Beck (quello dalle parti di Mutations) solo per citare gli esempi più clamorosamente attinenti. 

La band si forma nel 2014 grazie al cantante e chitarrista Brent Rademaker, che negli anni `90 e 2000 si era fatto un nome suonando in band come  Beachwood Sparks, Further, e The Tyde. Deluso dei risultati raccolti, a discapito di una buona accoglienza, rimasta però a livello locale, Rademaker dopo l`uscita di The Tarnished Gold dei Beachwood Sparks del 2012, ha trascorso alcuni anni in Florida, dove ha lavorato in una galleria di opere d`arte. Ma dopo essersi rimesso in contatto con il batterista Tom Sanford, che aveva suonato in una prima formazione dei Beachwood Sparks, i due iniziarono a suonare insieme. L’iniziale divertimento muta spingendo Brent  a formare una nuova band per suonare le canzoni che aveva scritto con Sanford. Tornati in California, Rademaker e Sanford si mettono in contatto con Neal Casal, che nei Beachwood Sparks aveva suonato, Per completare la formazione, i tre chiamano una coppia di amici, il bassista Kip Boardman e il chitarrista Jason Soda, La notizia del nuovo gruppo cominciò a diffondersi prima che i membri della band deciso il nome da dare al gruppo.Contattati da Patrick Boissel della Alive Naturalsound Records, che propone loro di pubblicare un album (l`etichetta aveva precedentemente lavorato con i Beachwood Sparks), suggerendo anche il nome del gruppo GospelbeacH.

Sedetevi sulla vostra poltrona preferita, indossate la cuffia, lasciate cadere il braccio sul vinile, e partite con l’ascolto di Bad Habits, un pezzo che vi cullerà dolcemente in quel torpore malinconico che solo la presenza di un chitarrista come lo scomparso Neal Casal, il cui assolo è semplicemente splendido, riesce a giustificare. E questo è solo l’inizio di un disco che conquista canzone dopo canzone. Dark Angel è figlia orgogliosa del Tom Petty di cui sopra. Anche il cantato è molto vicino a quello di uno dei più grandi rocker che la storia della musica abbia mai avuto. I’m So High è una perla r’n’r di nemmeno due minuti e mezzo che vola via in un attimo. Baby (It’s All Your Fault), rallenta i giri, aprendosi con una ballata pianistica deliziosa. Get It Back resta su atmosfere rilassanti, caratterizzandosi per un bridge centrale splendido. E se Fighter è forse il pezzo più “normale” di tutta la raccolta, Unswung coniuga atmosfere beatlesiane con scanzonati richiami musicali ai Kinks. Good Kid è un’altro pezzo pezzo delizioso che si avvale di un bel solo di chitarra che porta dritti a Nothing Ever Change, occhieggia ad un rock easy quanto piacevole. Alla title track il compito di chiudere in bellezza un album inatteso ed affascinante, certamente il migliore dei tre pubblicati dalla band, ed uno dei migliori di un’annata che ha dispensato dischi di gran fascino. L’edizione recensita è quella su vinile. In quella edita in CD appare un pezzo in più, Hoarder, in linea con la bellezza dei pezzi di cui s’è scritto.

Peccato la mancanza dei testi che avrebbe reso ancor più apprezzabile questo piccolo gioiello.

 

Track List

  • Bad Habits
  • Dark Angel
  • I`m So High
  • Baby (Ut`s All Your Fault)
  • Get It Back
  • Fighter
  • Unswung
  • Good Kid
  • Nothing Ever Changes
  • Let It Burn
  • Hoarder (solo su CD)