Unica<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − pop

Giuni Russo

Unica

2013 - Edel
19/11/2013 - di
Succede a chi muore giovane e in odore, più o meno, di leggenda. Succede, per farla breve, a chi va via troppo presto, e nel mondo della pop music succede ancora di più: prima o poi salta fuori l’inedito. La chicca, il gioiello postumo che non ti aspetti e che nemmeno speri, ma fa lo stesso perché esce con la benedizione-scusante del recupero filologico. Mi chiedo (aduso ai cattivi pensieri musicali come sono): quanto sarebbe piaciuto a Giuni Russo un antologico come Unica. Quanto l’avrebbe rappresentata, fosse stata ancora viva. A Giuni Russo che stava stretto persino l’abito di interprete balneare post Un’estate al mare, come sarebbe caduta addosso questa compilation da hit parade, lontana lontana nel tempo. Riesumata dal decennio 68-78 e, come se non bastasse, dalla collaborazione con Cristiano Malgioglio

Avrebbe mai acconsento la fuori-classe Giuni a questo Unica, dove certo non fa una cattiva figura (Giuni Russo non avrebbe sfigurato nemmeno se l’avessero messa a cantare le canzoncine di Cristina D’Avena), ma che dista anni luce dagli album della piena maturità? Che un conto se il gabbiano lo fai per versi e musica di Franco Battiato, un altro se per Malgioglio, capacissimo guittone da palcoscenico, ma paroliere buono giusto per il Sudamerica, con rispetto parlando. E allora, forse, per una volta conviene far finta di niente, soprassedere sui contenuti, e concentrarsi soltanto sulla voce già piena di grazia di Giuseppa Romeo. Una voce dall’ampiezza incommensurabile, capace di far tremare le vene ai polsi, di mandare in frantumi i cristalli. Una voce che rimanda a un talento adamantino come quello di Pelè e Mardona messi assieme, a una  tecnica limpida, vivida, che anche in questo disco ammalia-commuove-trafigge malgrado tutto. Malgrado la giovane età, le stucchevoli declinazioni amorose dei testi (La chiave, In trappola, Amerai), i corollari disco (Che mi succede adesso), il vintage pop buono per i repechage tv (Soli noi).

La voce di Giuni Russo era una voce bastante a se stessa: questo è il fatto. Era la voce degli angeli in gita fuori porta sulla terra. Con la voce che si ritrovava - con quella voce là -  Giuni Russo  avrebbe potuto/dovuto abitare l’Olimpo della canzone, invece che doversela vedere - disco per disco, serata per serata, silenzio dopo silenzio - suo malgrado, coi mediocri. Parolieri compresi. Franco Battiato e Antonietta Sisini (che ne cura la memoria) sono stati i soli che ne abbiano assecondato fino in fondo il talento (che era talento anche di compositrice), sulla scorta di un assunto fondamentale: Giuni cantava col cuore prima ancora che con la voce. E proprio nell’omaggio alla sua caratura vocale risiede forse il senso ultimo di questo cd (12  brani, di cui 8 inediti). Per merito esclusivo della Russo non è un disco inascoltabile, un po’ troppo datato e (soprattutto) leggero, questo sì.

 

Track List

  • SOLI NOI
  • LA CHIAVE
  • MAI
  • CHE MI SUCCEDE ADESSO
  • IN TRAPPOLA
  • LUI NELL’ANIMA (WOULD TOU BELIEVE)
  • I PRIMI MINUTI (I SAY A LITTLE PRAYER)
  • FUMO NEGLI OCCHI (SMOKE GETS IN YOUR EYES)
  • NO AMORE
  • AMERAI
  • L’ONDA
  • LUI E LEI