Rojo<small></small>
Italiana − Alternative − rock

Giorgio Canali & Rossofuoco

Rojo

2011 - La Tempesta Dischi / Psicolabel
19/09/2011 - di
Passione, rabbia, amore. A due anni dall’eruzione di Nostra Signora della Dinamite (2009) ecco, “dopo una bella dose di panico da pagina bianca” Giorgio Canali, fulvo re dell’elettricità italiana. Il problema è che il panico da pagina bianca lo fa prendere anche a chi deve scrivere del disco, perché è un lavoro molto più sfaccettato dei precedenti a livello di sonorità e stati d’animo, di una potenza devastante ed una bellezza disarmante in ogni istante.

Rojo è un disco di rabbia e disillusione, che ribadisce la sfiducia verso i grandi moti di piazza, perché  “non se ne ne va chi ha troppo da lasciare”, perché certa gente (della quale avrete sicuramente notato l’attaccamento alle poltrone) non si lascia scalzare da “una piazza da un milione di brioches”( Carmagnola # 3). Il richiamo alla sprezzante frase attribuita a Maria Antonietta Se non hanno pane, che mangino brioche” non è casuale. Ci ricorda il quotidiano sberleffo a cui siamo sottoposti da governo e opposizione, che approfittano e strumentalizzano le nostre paure. Ci mette in guardia dai professionisti della politica a anche dai professionisti della rivolta (“Voglio una rivolta al giorno all’ora dell’aperitivo” Morire di noja).

Giorgio Canali non è un ideologo ma uno spirito inquieto, è un Laurence Sterne che ne ha per tutti, dal Vaticano e la tv del dolore  ricordandoci che il “Papa veste Prada” (Regola # 1 ) e che rivolta in chiave dissacrante e corrosiva frasi e canzoni che fanno parte dell’immaginario comune

(“Alice guardando i gatti ha imparato a scopare”, Il treno di mezzanotte). Sembra quasi un personaggio tipicamente russo come Basilio, pazzo mendicante che osava dire a Ivan il Terribile ciò che nessuno si azzardava a dire. E’ questa libertà assoluta che rende autentico l’invito a ripartire da se stessi, piuttosto che dalla piazza.

Questa cometa di rock al vetriolo finisce con l’attraversare nuove costellazioni. Strali di armoniche dylaniane emergono anche in brani pungenti come Ci sarà. Il sospetto che sotto la vecchia scorza da rocker dionisiaco inizi a scorrere un rigagnolo di dolcezza prende corpo ascoltando La solita tempesta, perla del disco assieme alla già citata Carmagnola # 3. Qui Giorgio Canali ritrova, dopo il tour di tributo ai Joy Division, Angela Baraldi (già sul palco anche con Massimo Zamboni…chissà  se capiterà di trovarli tutti e tre insieme). E come siamo lontani dalle ragazze con i “mostri sotto il letto […] che hanno spesso qualcosa che non va” e dalla non ricerca della felicità (Mostri sotto il letto, Giorgio Canali e Rossofuoco, 2004). Su un tappeto di chitarre dai tuoi blues-folk, con l’armonica e separare le strofe, la ballad  alterna paura e desiderio, tremori e slanci con immagini da poesia beat.

Onde  di nostalgia, con un “brivido lungo un sorpasso”,  arrivano in Controvento. Parole come “mi manchi tanto cerco di ricordare i tuoi occhi il loro vero colore” fanno capolino per la prima volta. Ma lo sfondo è un paesaggio desolante e desolato da anni zero, uno “spleen di merda” e non un tramonto smielato.

Il sarcasmo ed il disincanto si contaminano con la dolcezza, la quale si graffia di cruda realtà abbandonando l’utopia romantica.

E’ un Giorgio Canali rinnovato ma fedele a se stesso, un comandante che invece di essere guevarianamente duro senza perdere la tenerezza  rimane duro nonostante la tenerezza. 

Nichilista ed individualista fino in fondo, e per questo sincero.









Track List

  • Regola # 1
  • Ci sarĂ 
  • La tempesta (feat. Angela Baraldi)
  • Carmagnola # 3
  • Controvento
  • Morire di noja
  • Treno di mezzanotte
  • Sai dove
  • Un crepuscolo qualunque
  • Risoluzione strategica # 6
  • Orfani dei cieli

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