Next Stop<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz

Gianni Bardaro - Pierluigi Villani

Next Stop

2016 - Verve
11/05/2016 - di
Era l’agosto del 2013 quando questa testata ospitava l’articolo sull’eccellente Unfolding Routes, lavoro a firma dei due artisti in questione che lasciava in segno profondo nella discografia di quell’anno per via della sintesi tra comunicatività e densità artistica, vitalità e coerente lucidità. Un lavoro assolutamente da conoscere e di cui godere a tutto tondo.

La coppia Bardaro (sax) e Villani (batteria) si ripresenta dopo più di due anni ribadendo senza esitazioni il livello qualitativo della proposta che, in questo caso, viene elaborata con il contributo di un ensemble più ricco che vede l’aggiunta del pianoforte (Francesco Villani, fratello del drummer), della tromba ( uno splendido come sempre Giovanni Falzone, ai vertici nella categoria specifica) oltre che del contributo ritmico del basso elettrico (Viz Maurogiovanni) e del contrabbasso (Giorgio Vendola, ospite nelle track Hipster e Draftorn).
Un combo arricchito quindi nei timbri e nella sezione ritmica che consente agli autori di esplorare un approccio più “ampio” rispetto al lavoro precedente pur senza disperdersi in prolissismi e in stereotipi strutturali da mainstream.

Ci riferiamo qui alla capacità di interpaly che sostituisce la solita staffetta in chorus e battute tra solisti, dando un orditura fluida e variegata ai brani mantenendo sempre l’ascoltatore attaccato all’apparecchio; in Square questa collegialità è rilevabile in modo evidente soprattutto nelle battute iniziali del pezzo che vedono un delicato e intelligente inserimento progressivo degli strumenti.

Le composizioni, tutte a firma dei due titolari del disco, beneficiano di una verve in perfetto equilibrio tra gusto della performance e intelligente sfruttamento dei temi o dei groove; sono evitate ripetizioni, riprese e solismi autoreferenziali, il combo lavora sulle idee in modo creativo e anche quando si addentra in cromatismi spinti (vedasi diversi passaggi delle tastiere) prevale l’effetto di slancio e non l’estenuate sensazione di ginnastica da jam; si ascolti il frizzante Open the Door giusto come esempio.

L’estetica generale ricorda più l’eredità di Henderson e Stitt piuttosto che di Coltrane o Coleman; la musica è fruibilissima ma non diventa genere di consumo, come seppero insegnare i succitati prestigiosi eroi della Blue Note. L’archetipo dell’hard bop tuttavia è fuso con un lirismo tipicamente nazionale appena condito da una razionalità che forse Bardaro ha maturato nella sua esperienza danese; la ricetta quindi è densa di sapori dosati con sapienza come mostra la tromba di Falzone  in Morning Star  alternata o interallacciata a un sax corposo.

La lezione di Davis interviene in diversi moment tra i quali piace ricordare Hipster, arricchita dal groove del contrabbasso e partecipata coralmente da tutti i musicisti con contributi “taglienti”, figli della chiarezza di idee della composizione generalmente.

Il drumming di Villani resta poi un marchio di fabbrica grazie al dinamismo swing (Draftorn), al funky (Bogo) o al jazz rock (Wild Banky) che Pierluigi alterna a schemi più tipicamente jazz avendo a fattor comune un cuore grosso così, come peraltro insegna la scuola percussiva della sua zona (Pierluigi è di Napoli, e si sente!).

Da sottolineare anche il ruolo da protagonista del basso elettrico di Maurogiovanni, impegnato non solo nel sostegno ritmico armonico ma anche nel groove (moderna riedizione dell’antico ostinato) e in diversi interventi solisti con rilievo tematico; l’interpretazione quindi va ben oltre il classico ruolo di accompagnatore e Viz eleva lo strumento a pari livello espressivo rispetto agli altri colleghi.

Un episodio luminoso che ben si colloca nel solco della miglior scuola nazionale valorizzando la cifra del nostro jazz, consistente in quel raro equilibrio tra impro, lirismo e vivacità ritmica in grado di attrarre un’ampia platea di ascoltatori; soddisfa i più rigorosi ma attrae anche nuove leve e in questo senso va considerato come un contributo importante all’arte del pentagramma attuale.

Superconsigliato.

 

 

Track List

  • Blue Sun
  • Bogo
  • Italian Blur
  • Open the Door
  • Morning Star
  • Hipster
  • Draftorn
  • Square
  • Wild Banky