Vestiti leggeri<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − folk

Gatti Mezzi

Vestiti leggeri

2013 - Picicca/Audioglobe
23/01/2014 - di
Non conoscevo I Gatti Mézzi e mi sono accostato a questo loro nuovo disco con molto interesse e  curiosità.

Vestiti leggeri è il quinto disco di questo duo pisano che ha una lunga storia iniziata nel 2005 e che è frutto del connubio artistico dei cantautori Tommaso Novi, piano e voce, e Francesco Bottai chitarra e voce. I Gatti Mézzi hanno vinto diversi premi tra cui il Premio Ciampi nel 2007, hanno avuto notevoli successi di vendita, Struscioni (2009) ha venduto ben 15.000 copie, Berve tra le berve (2013) 8.000 copie, e ottenuto un crescente successo di pubblico con centinaia di concerti, anche all’estero, e passaggi radiofonici e televisivi.

Proprio con Vestiti Leggeri sono stati finalisti del Premio Tenco 2013 per la categoria album in dialetto, anche se in questo loro disco il dialetto pisano è stato in gran parte accantonato.

Gli undici brani che compongono il nuovo lavoro sono stati composti interamente da loro e per essere più precisi 6 brani da Novi e 5 da Bottai.

Siamo nel territorio della canzone d’autore con particolari riferimenti a Conte, Gaber, Bindi, ma ci sono anche evidenti tracce di Fred Buscaglione, Vinicio Capossela, Tom Waits, swing, Jazz manouche, cabaret e rimembranze cinematografiche (Nino Rota).

I testi ci raccontano storie comuni, eventi quotidiani e sono ironici, grotteschi, bizzarri, sinceri, intimisti, estrosi, dissacranti, molto personali e direi anche teatrali. A prima vista sembrano leggeri, lievi, ma in realtà si tratta di brani molto interessanti e profondi.

Loro stessi definiscono il disco “….Vestiti leggeri perché non ci siamo coperti, siamo usciti allo scoperto con un disco che è una confessione, ma non di peccati, non c’è vergogna, non c’è remissione . E’ una confessione intima, di quelle che fai un po’ briao ar tù migliore amico ..…”

Tra i brani più interessanti ci sono l’iniziale Piscio ar muro, delizioso, spensierato swing il cui tema si capisce benissimo dal titolo, Marina che è la stessa cittadina pisana, che ha una bella melodia, minimale e con tanto di fischio di Novi, e Soltanto i tuoi baffi, vera gemma del disco, humour nero che parla di traslocare la salma del padre sfrattato dal comune, il tutto su atmosfere anni ’60.

Ti c’ho beccato con il suo organo vintage un po’ beat sembra uscita dalla colonna sonora di un film anni ’60, Delirio (tittiti) con la sua sinistra melodia è un’amara riflessione sulla solitudine, Lacrima meccanica è un altro momento topico del disco con le sue notevoli influenze di Tom Waits e Capossela. 

Fame, che vede la preziosa presenza di Brunori Sas, è il brano più duro, acido quasi blues che riflette i sogni e le disillusioni giovanili. Il disco si chiude con Noi, sulla fine di una relazione, jazzata, con atmosfera retrò con tanto di tromba con sordina, vibrafono e languido sax.

In alcuni brani la parte musicale non è all’altezza dell’ottimo livello di scrittura, ma siamo in presenza comunque un disco riuscito che piacerà sicuramente agli amanti del genere.

Track List

  • Piscio ar muro
  • Marina
  • Soltanto i tuoi baffi
  • Ti c’ho beccato
  • Pepe
  • Delirio (tittitti)
  • Lacrima meccanica
  • L’amore ‘un lo faccio più
  • Fame
  • Furio su ‘na ròta
  • Noi

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