Cartoline <small></small>
Italiana • Alternative

Gaston Cartoline

2020 - Autoprodotto

28/12/2020 di Antonio Corcillo

#Gaston#Italiana#Alternative

Il 13 ottobre è uscito Cartoline nuovo album del giovane rapper e songwriter salentino Gaston, si tratta di un viaggio a lungo meditato, immaginato e poi intrapreso con la consapevolezza di essere cambiati e con la pretesa di cambiare ancora.

Ad attendere la prima chiamata è La folla, in cui lo squillo a vuoto scandisce l’intera durata del pezzo. Ma ormai è davvero troppo tardi per ritornare sui propri passi. Lascia rispondere alla segreteria e non consuma i dischi e le serie del momento, nulla resta tra la folla, nulla rimane intatto nella jungla della vita. Percussioni e bassi ci guidano in una frenetica fuga verso altri orizzonti.

La title track, Cartoline, viene introdotta da un piano distorto. Esprime tutta la sua voglia di cambiare vita, identità e disperdere le proprie tracce. Senza un piano preciso, senza cultura e una meta vuole, ritrovare le cose semplici per sentirsi un re. Gli è negata la possibilità di un ricongiungimento. Il ritmo è scandito da bassi che sembrano colpi ben assestati. L’interlocutore ipotetico è parte del mondo che lo trattiene da cui si vuole dissociare, dopo essersi allontanato l’unico sistema per rimanere in contatto saranno le cartoline.

Successivamente, Viale del tramonto, rimanda al fascino di una relazione impossibile. Gli accordi di chitarra iniziali restituiscono una sensazione di tristezza capace di penetrare nel profondo. L’immagine delle foglie che cadono perché hanno cambiato colore, simbologia una storia che finisce senza troppe grida o lacrime, poiché si ha la consapevolezza che il termine è stato raggiunto, è finita. Così il finale è composto da una lunga strumentale di tromba e batteria, ulteriori parole sarebbero superflue e ridondanti.

Con Usciamo sempre nei soliti posti esprime la sensazione di essere ritornato al punto di partenza. Un luogo intro in cui spicca il ticchettio di un orologio ci guida verso la voce del cantante. I soliti posti così come i soliti mostri sono le proiezioni di conflitti irrisolti e vecchie malinconie mai realmente seppellite.

L’ultimo brano è Marea, tra nuvole nere e temporali estivi arriva il momento di conservare le foto del viaggio. I bassi e il piano appena accennato accompagnano l’ultima tappa dell’itinerario.

Atmosfere malinconiche e nostalgiche compongono un quadro coerente in cui si riescono ad indovinare i motivi e le fasi di un viaggio-separazione tramato, intrapreso e poi stroncato da un brusco ritorno che fa riavvolgere di colpo il nastro della narrazione: usciamo sempre nei soliti posti, restiamo soli coi soliti mostri.

 

Track List

  • La folla
  • Cartoline
  • Viale del tramonto
  • Usciamo sempre nei soliti posti
  • Marea