Inverse live<small></small>
− Word Music, Jazz

Gabin DabirÈ Sextet

Inverse live

2006 - MM Record
14/06/2006 - di
Il nome di Gabin Dabirè è uno di quei nomi che risuonano musicalmente nell’aria, di quelli che portano con sé un sapore tutto loro, una carica magica e ritmica speciale.
Dabirè nasce nel Burkina Faso, uno stato dell’Africa centrale, da una famiglia Dagari; negli anni Settanta passa per l’Italia dopo essere stato in Danimarca, per poi ripartire verso l’oriente in una continua ricerca musicale. Dabirè infatti oltre ad aver studiato, una volta stabilitosi a Milano, canto, composizione, percussione e strumenti cordofoni, ha continuato ad approfondire la ricerca etnomusicologica contribuendo alla stesura del libro “Suono nero” di Vittorio Franchini e intraprendendo con la sua compagna l’avventura del “Centro di promozione e diffusione della cultura africana”. Da qualche anno a questa parte trasferitosi nel Chianti, si dedica all’approfondimento delle tecniche musicali che vanno poi a comporre i suoi dischi: una miscellanea di tutte le esperienze sonore incontrate nei suoi viaggi, supportate dall’inconfondibile carattere ritmico pulsante africano. Il brano che apre il disco, “Fantà” potrebbe essere uno degli esempi più lampanti del colore luccicante che trasmettono alcuni pezzi, dove il sax di Daniele Malvisi e le percussioni attaccano con un guizzo che prepara l’entrata della morbida voce di Dabirè.
Gli arrangiamenti sono curati da Malvisi, un sassofonista formatosi in ambiente prevalentemente jazz, ma allo stesso tempo molto aperto alle contaminazioni e ad altri suoni che lo hanno portato da un lato alla collaborazione in questione, dall’altro a lavorare con il gruppo napoletano “Sonacammanese”.
Il disco del Gabin Dabirè Sextet è un mix di jazz e di musica etnica con uno sguardo rispettoso verso entrambi, in grado, per questo, di non confonderli dentro un unico calderone ma di esaltarne le qualità. Si possono così apprezzare brani come “Doudou” che si apre in veste cantautorale, ha un guizzo sonoro di sax per innestare un bel dialogo con la chitarra di Giovanni Conversano, passando poi per i cori delle tre Balentes (voci di donne sarde) che fanno da sfondo al ritorno del canto di Dabirè.
Essenziale è l’apporto dato dalle Balentes: sentite l’avvio polifonico vocale di “Senengal”; stessa cosa per le percussioni curate dal fratello Paul Dabirè.
Nelle canzoni di Dabirè stupisce la semplicità, una semplicità che consiste nell’immediata afferrabilità melodica e ritmica, nella carica vocale e sonora che il disco lascia all’ascoltatore.
Andando più a fondo è un disco dall’orchestrazione estremamente curata e raffinata che non smentisce la competenza dei musicisti che vi partecipano né tantomeno le capacità musicali e vocali di Dabirè e l’ottima cura di Malvisi.

Track List

  • Fantà|
  • Doudou|
  • Bi gbanlè|
  • Sizà|
  • Senegal|
  • Bembeya|
  • Bibilè|
  • Warba|
  • Zokuè kpole (mamy wata)