Zapping<small></small>
− Italiana, Jazz

Furio Di Castri

Zapping

2008 - Promo Music
10/06/2008 - di
“Zapping” è l’ultimo progetto di una delle colonne storiche del contrabbasso in Italia, Furio Di Castri, che punta con questo disco a portare alla luce un sogno che covava da anni: quello di mettere insieme il genio di Monk con l’estro orchestrale di Zappa.
Per come la vedo io non è necessario stare lì a cercare disperatamente qualche tratto in comune, oltre alla risaputa genialità di entrambi, perché si possa cercare di coniugarli. La domanda che forse ci troviamo immediatamente a porci è se considerare “Zapping” come operazione commerciale (per quanto questo termine nel jazz abbia pochissimo valore), che coniuga due nomi che indubbiamente attirano pubblico, oppure come un sincero lavoro su due colossi del Novecento americano.
Di un punto in comune fra i due, ma non solo tra loro, è però necessario parlare: come testimonia e tratta il bellissimo libro di Giampiero Cane dal titolo “MonkCage” il Novecento musicale americano è stato caratterizzato dal timbrismo, una via di ricerca che si è sempre più concentrata sul suono sia dal lato “colto” con compositori come Cage, Partch, Nancarrow, sia sul lato popular col jazz e con Zappa. Eccoli allora vicini in una ricerca sonora che va diretta verso il suono stesso nonostante d’impatto la corposità e la struttura articolata delle forme di Zappa poco abbiano a che spartire con la figura, forse più simile a Nancarrow o al minimalismo, carica di asperità di Monk.
Genialità assodata per entrambi, punto di contatto trovato nelle ricerca musicale, ora si tratta di vedere come Di Castri renda tutto questo. Possiamo dire prima di tutto che un merito è quello di non aver fatto un disco di cover, alla fine di Zappa c’è solo “Twenty small cigarettes”. Di Castri prende i brani loro (pochi), ce ne mette di suoi, li suona e li orchestra alla sua maniera. Il risultato di sicuro è un Monk piuttosto “affollato”, suonato in sei eppure misurato negli arrangiamenti.
“Zapping” si muove come un collage, un patchwork fatto di citazioni e pezze che si attaccano l’una con l’altra, dove nonostante entri in gioco il sestetto (formazione anomala sia per Monk che per Zappa) possiamo dire che vi sia un nucleo della composizione che richiama entrambi: ciascuna parte zappiana come ciascuna nota monkiana ha un’esattezza nello scolpirsi in quel preciso momento, nel loro comporsi. Questo nel collage compositivo operato da Di Castri e dal gruppo (Nguyen Le alle chitarre e all’elettronica, Joel Allouche alla batteria, Mauro Negri al sax alto e clarinetto, Eric Vloeimans alla tromba e Rita Marcotulli al piano) non sempre risulta essere felice come per i due. Tratto caratterizzante è senza dubbio la tecnica chitarristica di Nguyen Le sia per i suoni che per l’elettronica.
Nell’insieme “Zapping” è un progetto elaborato con passione, che si ascolta con piacere, che pur non essendo qualcosa di folgorante ha il merito di lavorare facendo propri due autori del calibro di Monk e Zappa e di portare avanti il moto zappiano: “Jazz is not dead it just smells funny”.

Track List

  • Jazz in the James bondage|
  • Skippy|
  • Coffe break da Mario|
  • God save the queen|
  • Twenty small cigarettes|
  • Facing the beauty|
  • Born in the USB|
  • The Monk page|
  • Thanh hoa bridge|
  • Carolina moon