Ballate Dasporto <small></small>
Emergenti − Alternative

Friz

Ballate Dasporto

2020 - INRI
25/04/2020 - di
Nel nuovo EP del rapper bolognese Friz, Ballate dasporto, uscito il 17 aprile per INRI, si raccontano i momenti quotidiani trascorsi nel capoluogo emiliano.

La prima traccia è Assè che, in 47 secondi, sembra riportarci all’interno di un negozio di kebab. Si notano i rumori della cucina, lo sbattere dei bicchieri e il dialogo col cuoco per l’ordinazione; l’atmosfera è rifinita da una base minimal formata da alcune note di piano.

Un assolo di batteria ci fa scoprire i portici, uno dei luoghi simbolo di Bologna, in Ideaa si spaventa per i segni del tempo sul proprio corpo: “Io mi spavento scrutando lo specchio, la mia faccia segnata dal tempo”. Nel ritornello Friz fa notare come siamo sempre più propensi ad affezionarci dei non luoghi, come “gli scaffali dell’Ikea”, ma non si ha l’idea di quel che stiamo facendo. I synth accentuano la malinconia. La ricerca delle istituzioni per rimettere insieme le emozioni è sintomo di uno smarrimento generazionale.

Più riflessiva è Cobalto, dipingere il muro del pianto di blu diventa un gesto distensivo e liberatorio per scacciare ogni tipo di negatività. Con un accompagnamento davvero leggero, in cui la barriera regna sovrana, riconosce di avere la coscienza sporca e coprire le proprie cicatrici con gli sticker delle chat; avere ancora i colori primari lo riporta alle elementari. Nelle strofe finali emerge il desiderio di evasione, incontra sempre la resistenza di qualcuno che lo frena riportandolo alla realtà.

Nonsoche sembra un dialogo con qualcuno a cui il rapper tiene molto; la voglia di rivedere questa ragazza lo porta a pensare di non fare tardi per starle accanto, solo perché ha quel non so che, qualcosa di particolare che la contraddistingue dalle altre. Prima la sveste un po’ per volta, troppi abiti indossa, e poi si sdraiano insieme sul letto, sfogliando libri e tentando di stupirla con frasi ad effetto. I sinth così come i bassi creano un’atmosfera notturna. Più volte ha camminato “alle tre di notte a piedi scalzi”, un rischio che è disposto a correre solo in sua compagnia. Ma ora non rientra più a casa presto, passa le serate a bere, solo e dando calci alle lattine ormai vuote. Sempre più solo e senza difese, cerca un “dizionario delle emozioni” per comprendere se il cuore e le emozioni parlano al singolare o al plurale.

La Bologna delle quattro del mattino è la musa di Babilonia, è l’ora in cui tutti i locali sono chiusi. L’equilibrio tra batteria e sinth con un andamento rallentato è da fine serata. Le uniche luci sono quelle dei kebab che tirano fino a tardi, con il tanto familiare “per me metti tutto” così da placare una fame primordiale. Le uniche persone che incontra sono “ragazzi con la giacca di Just Eat in bici” tra i mattoni rossi della città.

Un piano introduce l’ultima canzone, D’asporto: nelle notti l`artista cerca qualcuno che, pur intravendolo, non trova. L’incontro mancato lo porta ad esportare i sentimenti, rimuovendoli definitivamente.

Data l’intensità che pervade il disco, ci pare di poter rivivere le sue esperienze.

Track List

  • Assè
  • Ideaa
  • Cobalto
  • Nonsoche
  • Babilonia
  • D`asporto