I Thàlassa Mas<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Ethno Jazz

Francesco Mascio - Alberto La Neve

I Thàlassa Mas

2019 - Manitù Records
29/11/2019 - di
Inedito duo questo tra il chitarrista Francesco Mascio  e il sassofonista Alberto La Neve che ufficializzano la loro collaborazione già in essere da tempo attraverso esibizioni dal vivo.

Il titolo rappresenta il nome greco del Mar Mediterraneo ma anche richiama il nome di un`antica dea ellenica che simboleggiava il mare.
Non si tratta del Mare Nostrum di romana tradizione (e di successiva ripresa nazionalista post risorgimentale) che qualificava il bacino come area di dominio e di possesso; qui il Mediterraneo esprime  unità nella pluralità, presenze culturali multiple che gravitano attorno a un punto di attrazione comune rivalutandone le diversità.

In linea generale il lavoro é qualificabile come ethno-jazz non arrivando a essere un`opera "world" in senso stretto; i brani sono infatti tutti di nuova scrittura e non riprendono traditionals né intendono esporre una semplice antologia di patrimoni terzi.

L`esecuzione privilegia spesso il contrappunto in un intreccio stretto che tiene in evidenza l`aspetto melodico, efficace per la capacità evocativa più che per la cantabilità. La cifra principale, e la conseguente ragione per accostarsi a questo lavoro, sta proprio nella presenza di echi antichi che toccano corde di fondo estraendo quello che di universale c`é nella storia che ci riguarda direttamente.
Inoltre si apprezza il bilanciamento tra le due personalità degli artisti che riescono sempre ad interagire senza mai prevalere l`uno sull`altro; il disco va attribuito al duo a tutti gli effetti, anche se Mascio firma la maggior parte dei brani.

Lavoro apparentemente semplice ma non banale e molto profondo oltre che piacevolmente vario dato che scandisce influenze andaluse, francesi, mediorientali e ovviamente nostrane inserendole su timbri moderni.

Esemplificativa in questo senso é Vento da est in cui si gioca tra rock e jazz su di una matrice tutta orientale; l`intreccio tra chitarra e sax é molto solido, a tratti con unisoni quasi sigillati, con un effetto di forza del tutto inatteso da un semplice duo.

Più legato alla tradizione é Cano, brano di radice africana con al canto l`ospite Jali Babou Saho, suonatore di Kora. L`effetto ad arpa di questo strumento conferisce una grazia "primordiale" quasi mistica all`ascolto integrandosi in modo organico alle voci occidentali degli strumenti partners.

Alberto qui non utilizza l`elettronica cui fa sovente ricorso, peraltro in modo sempre equilibrato, nei suoi lavori solistici. Il sax é quasi un oboe, sempre suonato con dolcezza e precisione, sfruttando intelligentemente gli schemi modali che una certa tradizione offre senza esagerare in slanci astratti. Le sue linee si seguono sempre con piacere.

Francesco ricorre a tutto lo spettro che la chitarra propone; dando fondo alla sua cultura multidisciplinare lo si sente lavorare sia in arpeggio che in ritmato o in solista elettrico sempre aderendo allo spirito narrativo dei brani. Basta ascoltarlo nella title track per comprendere il suo approccio interpretativo allo strumento, giocando questi ingredienti tecnici al servizio di un`esposizione dinamica che tiene alta l`attenzione fino alla conclusione quasi sospesa. Tra gli episodi migliori del lavoro.

Da sottolineare la conclusione con i brani Neglia i luna, cantato in dialetto calabrese con bella tensione da Fabiana Dota, e Portrait d`Italie, con impianto acustico che ben rappresenta un saluto con un omaggio alla nostra penisola.

Insomma, un caleidoscopio di sapori e di umori che invitano ad un ascolto sereno ma non solamente di intrattenimento.

Track List

  • Bent El Rhia
  • I Thàlassa Mas
  • Cano
  • Soul in September
  • Sognando un`altra riva
  • Vento da est
  • Holy Woods
  • Neglia i luna
  • Portrait d`Italie