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− Italiana, Pop

Franca Masu

Hoy como ayer

2007 - Aramùsica
08/05/2008 - di
L’Italia, si sa, è per tradizione terra di cantanti, anzi, sarebbe meglio dire di bel canto sottintendendo così quella leggerezza melodica che spesso e volentieri sconfina nel sentimentalismo. Succede così che le vere voci faticano per essere riconosciute e distinte dalla massa di ugole che popolano il nostro paese.
E succede che una grande interprete come Franca Masu rimanga un’artista per pochi. Questo nonostante sia ormai giunta al quarto disco, abbia sviluppato progetti e collaborazioni di livello e ricevuto attenzioni anche all’estero (Spagna e Portogallo soprattutto).
Originaria di Alghero, città catalana della Sardegna, la Masu è una signora della voce: di questo strumento fa vibrare le corde più passionali e struggere il sentimento senza retorica alcuna.
Il suo è un canto latino intenso, in cui la nostalgia diventa dramma mantenendo però costante una tensione che impedisce qualunque lacrima. Vicina al fado e al jazz, al tango e alla saudade, crea forti suggestioni che evocano atmosfere mediterranee in cui si riconoscono echi di voci di emigrati in paesi ispanici, soprattutto Argentina.
Le manca una scrittura propria e difatti anche in questo disco la scaletta si compone di cover, ma il difetto viene compensato con la qualità garantita da musicisti come Fausto Beccalossi (fisarmonica), Oscar Del Barba (pianoforte) e Carlo Cantini (ospite in alcune tracce al violino).
Essenzialmente si tratta di un disco a tre con l’acordeón di Beccalossi, che già avevamo incontrato negli Ammentos, e il piano di Del Barba a muoversi sotto la voce, spesso in punta di piedi.
La maggior parte dello spazio in scaletta è dedicato a brani di Piazzola di cui la Masu si impossessa con una signorilità d’altri tempi, che le permette interpretazioni nobili ed alte: sembra di vederla estendere le proprie corde vocali, modulare la bocca e le labbra fino a produrre ripetuti sussulti in ogni canzone.
Sin dall’iniziale “Naranjo en flor” gli arrangiamenti avanzano con andatura quasi minimale, spoglia, che permette di percepire i moti più profondi dei pezzi: da una parte la voce lascia l’ascolto sospeso con una forza che fa tremare, mentre dall’altra fisarmonica e piano soffiano, danzano, con passi di tango appena accennati (a tratti si gioca sulla pressione dei singoli tasti).
La Masu è brava anche a variare sfruttando lingue diverse, piuttosto che un parlato o una risata da pazza, ma soprattutto mantiene la tensione come pochi.
Ascoltatela di notte, in completa solitudine, magari sorseggiando un buon whisky, e capirete quanto il suo è il canto di una vera voce.

Track List

  • Naranjo en flor|
  • Los mareados|
  • El titere|
  • El dia que me quieras|
  • Malena|
  • Flor de Lino|
  • Balda para en loco|
  • Jacinto Chiclana|
  • La ultima curda|
  • Chiqulin de Bachin|
  • Balda para mi muerte|
  • Yo soy Maria|
  • Oblivion (J’oublie)

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