Ho trovato Godot<small></small>
Italiana − Pop − indie-pop

Fou

Ho trovato Godot

2014 - Dischi Soviet Studio
13/04/2014 - di
È la storia di ogni mattina, quando apri gli occhi. Quando il tetto della tua camera, osservato con occhi spalancati, fa da promemoria alla giornata che dovrai affrontare e a quelle passate. Pensi alle giornate di sole, a quelle chiuse dentro una stanza, all’aria fredda che tira (dentro e fuori) e al mal di stomaco dovuto alla gastrite nervosa e continua o a una sorta di status quo, dovuto alla precarietà della vita. Sarà il tempo e i tempi a renderci malinconici e spesso stralunati. Una cosa è certa, abbiamo, in molti, riscoperto il nostro più profondo Io, a furia di ricercarlo ovunque e ci troviamo abbastanza a nostro agio: adesso ci parliamo, ci confidiamo l’un l’altro, come se del mondo esterno fosse rimasto un deserto in cui gli unici esseri “animati” sono le macchine e l’unica relazione tra gli uomini è l’incomunicabilita.

L’ho visto nuotare nell’acquario dei crostacei vicino alla cassa ammiccando alla cassiera di un ristorante fuorimano mentre facevo scivolare fra le dita il bancomat unto di olio di pesce

Ho trovato Godot è il secondo disco dei Fou, uscito per l’etichetta Dischi Soviet Studio. L’album è costruito su due piani paralleli, uno reale e l’altro irreale, un po’ come le vite di ognuno di noi. È un disco dai linguaggi (sonori) semplici, per certi versi naif, che raccontano le psicosi quotidiane attraverso lunghi periodi distorti e brevi attimi ironici. I testi, caratterizzati da un nonsense di base, provocano estraniamento e malinconia. I dettagli, invece, vanno rintracciati proprio tra le parole deliranti e le note ossessive ed electro che provocano da subito curiosità.

Definendo Ho trovato Godot un lavoro “semplice” non si vuole intendere che sia scontato: infatti non lo è per niente: il disco racconta vari e vaghi “stati d’animo” che si mescolano al rock di Rotola o al pop de Il sabato del silenzio o Candida. I dettagli sono fondamentali fin dall’ironico brano di apertura, Ho trovato Godot in un kinder, in cui si racconta una fantastica storia paradossale e libera ma di grande impatto! Sospesa e vaga suona l’unica vera canzone pop del disco, Canzone Noir. Noia regalami  gatti di ceramica e altre cose.  

Cupa e distorta è, invece, una delle canzoni più interessanti del disco, la criptica Segreto: malinconica e sperimentale, in cui si sente il cuore battere, il synth suonare in pieno e la vita correrti davanti. Non c’è niente di rilassante: tutto diventa più paranoico e come sempre bisognerà rincorrere qualcosa – o qualcuno. In chiusura Fuori – Dentro – Io sto fermo è una canzone dal ritmo ossessivo, come la frustrazione di chi, nel tentativo di procedere, cambiare o migliorare, resta fermo e di conseguenza fallisce (a priori). 

Una nostalgia di cose che non hai avuto mai… Ho trovato Godot è un lavoro affascinante, rivolto ai curiosi e soprattutto rivolto al futuro. (Va oltre, è chiaro. Ormai c’è anche Godot!)

Track List

  • HO TROVATO GODOT IN UN KINDER
  • IL SABATO DEL SILENZIO
  • CANZONE NOIR
  • CLEANING SONG
  • SEGRETO
  • ROTOLA
  • DONGTAN
  • CANDIDA
  • FUORI/DENTRO (IO STO FERMO)