The lion's roar<small></small>
Americana − Folk

First Aid Kit

The lion's roar

2012 - Wichita Recordings
15/02/2012 - di
Il critico musicale inglese Simon Reynolds, nella sua raccolta di saggi Retromania (Isbn edizioni), sostiene che sempre più la musica di oggi risente di una tendenza a rievocare il passato piuttosto che a cercare innovazione e si chiede se l’ossessione per il passato, anche molto recente, sia un segno di crisi dei nostri tempi.
Il secondo album di studio del duo svedese First Aid Kit, dal titolo The lion's roar, pubblicato a gennaio 2012 dall’etichetta Wichita Recordings, è un esempio perfetto del gusto rétro indagato da Reynolds, ma, nonostante continui ammiccamenti alla tradizione, riesce comunque a stupire per onestà , spontaneità e sincerità delle intenzioni.

La Svezia è una continua fucina di giovani talenti che hanno imparato la tradizione folk country americana fin da bambini e che riescono a reinterpretarla arricchendola di venature pop.
Klara e Johanna Söderberg, sorelle ventenni meglio conosciute come First Aid Kit, sono cresciute ascoltando i classici Emmylou Harris, Graham Parsons, Johnny Cash ai quali è dedicato il bellissimo brano Emmylou, ma anche i più contemporanei Bright Eyes e Fleet Foxes.
È attraverso il mondo dei social media che nel 2007, ancora adolescenti, si fanno conoscere per una video della cover bucolica Tiger mountain peasant song dei Fleet Foxes, suonata in una foresta svedese. La performance è talmente convincente che gli stessi Fleet Foxes le invitano per un loro concerto in Olanda. Nel frattempo iniziano a pubblicare alcune loro canzoni su myspace e nel 2008 esce l’ep Drunken trees che viene seguito nel 2010 dal primo album The big black and the blue per il quale ricevono apprezzamenti da Jack White. La loro carriera prosegue con un tour in USA durante il quale conoscono Conor Oberst e Mike Mogis, due dei loro punti di riferimento musicali, che decidono di produrre il loro secondo album: The lion’s roar.

Le dieci canzoni del disco, alle quali si aggiunge la conturbante bonus track Wolf, mettono ancora una volta in luce il talento vocale e armonico di queste due sorelle che sono capaci di costruire con le loro voci complementari architetture sonore emozionanti. The lion’s roar si caratterizza per brani di matrice folk prettamente acustici, ma con arrangiamenti più complessi e curati rispetto al primo disco, nei quali si inseriscono i fiati di Nate Walcott, la slide guitar suonata dallo stesso Mogis e le tastiere. I brani migliori, oltre alla già citata Emmylou, sono la title track The lion’s roar, con evocazioni di flauti alla Jethro Tull, In the hearts of men, la più convincente per la capacità di songwriting, e King of the world nella quale canta anche lo stesso Conor Oberst.
The lion’s roar è un disco bello che non si riesce a smettere di ascoltare. Le sorelle Söderberg con la loro musica semplice e vitale confermano come a volte la retromania possa essere positiva ed un trampolino di lancio per fare evolvere il proprio talento.

Ascoltate l'interpretazione di Dancing Barefoot con la commossa Patty Smith tra il pubblico per credere. 

Track List

  • The lion's roar
  • Emmylou
  • In the hearts of men
  • Blue
  • This old routine
  • To a poet
  • I found a way
  • Dance to another tune
  • New year's eve
  • King of the world
  • Wolf (bonus track)

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