FIGLIADORRE` vita immaginaria di una brigantessa<small></small>
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Terrae

FIGLIADORRE` vita immaginaria di una brigantessa

2013 - Verterecords
02/03/2014 - di
Romanzo folk è la prima parola che mi viene in mente. Concept di estrazione civile, la seconda. Il racconto lungo un disco di un frammento di storia rimossa, la parabola immaginata ma possibile di una brigantessa per amore e vocazione, sullo sfondo ruvido-fulgido-amaro-fiero della Lucania di un Ottocento pre e post unitario. Figliadorrè contro tutti: per destino di classe e scelta ideale. Contro i Borboni, ma in senso più lato contro i pregiudizi, contro le teste basse, contro la fame, il sangue versato, contro la malasorte di un marito-soldato caduto a tradimento, contro i soprusi. Il collettivo barese Terrae ce la restituisce così, in forma immaginifica, iconica, guerreggiante alla Giovanna D’Arco degli oppressi, in un intreccio “sospeso” e materico insieme (che nella voce di Rocco Capri Chiumarulo un po’ ricorda il Branduardi dei Futuro Antico) di materiali sonori popolari e colti, forme tradizionali (marcia, tarantella, tammurriata, villanella), ballate folk e world al riparo dei flauti andini di Nico Berardi, accarezzati anche dalla voce di Loredana Savino.

Quattordici capitoli come riassunto di una vita intera. Come corollari di uno stesso teorema ontologico: dalla venuta al mondo (allora e ancora vendittianamente “infame”) “tre denti e senza pianto/ e in testa poco pelo di carota”, all’affilarsi precoce del corpo, dello sguardo - “altero e diffidente” - e anche dei pensieri (Lucania 1839). Alla morte eroica ma senza alcuna elegia “insieme a 33/ gettati con disprezzo e con sollievo/ in una sola fossa e senza croce” (Epilogo). Sepolta anonima in terra di nessuno, come si è sempre usato fare con i pazzi, gli scomodi e con le streghe, con le diavolesse indomite dai capelli rossi. Con i fuorilegge, passati alla storia anche come briganti, la feroce mala pianta dell’Italia unita, tacendo sulla caratura spesso politica delle loro azioni.

Come rinforzo andate a ripassarvi quanto scrive Pino Aprile in Terroni: “(…) La riscoperta della storia negata, ha liberato un bisogno quasi fisico di ridisegnare figure dimenticate e di ridimensionare presunti eroi e veri massacratori. Uno degli effetti di questa riscrittura è stato il recupero dell’epopea brigantesca, la guerra di guerriglia che imperversò al Sud facendo decine di migliaia di vittime; la resistenza armata all’invasione, poi ridotta dai vincitori e dalla storia ufficiale a puro fenomeno criminale per non ammetterne la rilevanza politica”. Suggerisco non a caso: lo stralcio viene ripreso in esergo nel book-let, svelando in pieno la caratura fiammeggiante del disco. Il cameo autoriale di Eugenio Bennato in Brigante se more ultima l’album e, con esso, la frotta fitta fitta di rimandi, invenzioni, scambi, di un lavoro poetico, fulgido, lancinante, battagliero, colto, commuovente, controcorrente, impegnato, cui augurare - per queste e diverse altre ragioni (prime fra tutte perché pensato-scritto-suonato-cantato benissimo) - le migliori fortune. 

 

Track List

  • LUCANIA 1839
  • A BARI
  • LA CARROZZA
  • DONNA DEL SOLDATO
  • E’ MORTO IL RE, VIVA IL RE
  • CON I DRAGONI
  • PRIMA BATTAGLIA
  • BRIGANTESSA
  • CUORE DI FIORE
  • AL SACCO DEL PASSATO
  • ULTIMI FUOCHI
  • L’IMBOSCATA
  • EPILOGO
  • BRIGANTE SE MORE

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