Sotto gli occhi del mondo<small></small>
− Italiana, Cantautore

Federico Zecchin

Sotto gli occhi del mondo

2008 - Edizioni Ninfee
14/07/2008 - di
“…Non mi sono mai dedicato alla musica pensando alte classifiche. Mi piacere scrivere canzoni, inciderle, suonarle, farle conoscere a un pubblico, avere un riscontro. Se piacciono posso dirmi contento. Il resto è poco importante, almeno per me….”. Così Federico Zecchin sembra schernirsi della sua arte del raccontare gli anfratti della vita, dei tarli che rosicchiano le panoramiche del quotidiano, ma forse è solo quella sottile timidezza che serve per elasticizzare il filo logico di ciò che cattura con gli occhi per poi trascriverlo in musica.
Difatti “Sotto gli occhi del mondo” – disco d’esordio di Zecchin – è un taccuino cantautorale che ricogniziona profili, situazioni e storie e le eleva con i rivoli, i sofismi pregevoli e confidenziali del jazz clubbing spazzolato, notturno e fumoso. Un disco importante, non solo per l’ufficialità di presentazione, ma per gli artisti di rilievo del jazz italiano che intervengono negli arrangiamenti: due nomi per tutti, Enrico Rava e Massimo Manzi. Si prova imbarazzo a chiamare Zecchin “emergente”; si è su di un livello professionale, di grande respiro e qualità, si vola veramente su alte quote musicali rifinite, impeccabili, tenere e complesse che si fanno abbracciare nell’immediato, al primo giro senza biglietto da visita. Parole genuine e suoni ricercati per quella che si può declamare come una insospettabile sorpresa discografica.
Una chitarra, un cantautore e l’alito del jazz che si incontrano e si strusciano per colorare grigi e umoralità di pensiero; e lo fanno in canzoni che danno l’opportunità – per chi le afferri – di avere un replay mnemonico su situazioni che normalmente e volutamente ignoriamo: “Anpalagan” che riporta il dramma della clandestinità; “Idama Mahkum”, pezzo dedicato alla pena di morte e nello specifico al caso di Abdullah “Apo” Ocalan, leader del PKK Curdo; “Pirata” come omaggio al Pirata Pantani, oppure le ondulazioni arabesque di “Lettere di soldato” sulla guerra del Golfo e via scorrendo.
Tensioni e leggerezze accompagnano per mano l’ascolto di questo disco; come avere un libro sottomano da poter sfogliare nella necessità “di capire qualcosa”, da ascoltare quando si ha voglia di buona musica, quando si avverte l’impulso di avere a che fare con un nuovo autore che finalmente dica qualcosa, abbastanza, molto. Da stringere delicatamente per non frantumare quel prezioso incastro d’incanto di una chitarra, un po’ di storie e contrappunti jazz.
Magari prematuro parlare di una nuova stella del songwriting italiano, appurato invece il parto – “Sotto gli occhi del mondo” - di un nuovo astro.

Track List

  • Anpalagan|
  • Cuore nel pallone|
  • Dove mi vuoi|
  • Idama Mahkum|
  • L’ultima grande balena americana|
  • Lettere di soldato|
  • Limpida|
  • Ninna|
  • Per sempre liberi|
  • Pirata|
  • Sposa promessa|
  • Ti voglio ancora|
  • Un giorno capirai