Pereira<small></small>
Emergenti − Songwriting − folk, rock

Federico Cimini

Pereira

2015 - MkRecords / Self
11/06/2015 - di
Si corre il rischio di credere che Rino Gaetano sia risuscitato, sotto ogni punto di vista, invece stiamo ascoltando Federico Cimini.

   Totale anarchia per le regole che sembrano ormai accettate dalla musica contemporanea, si torna a ciò che era: attenzione alla musica come non si sentiva da anni, ritmo incalzante sebbene si parli di tutto ciò che ci sfuma davanti, con i testi che non si adeguano alla ritmica incontrandosi nel punto in cui nasce la canzone stessa.

   È sempre brutto paragonare un nuovo artista a un mito perché sembra che manchi di personalità, ma qui il paragone è di obbligo perchè c’è la stessa aria di libertà intellettuale, la stessa voglia di finestre aperte, la stessa malinconia esorcizzata dalla musica e fa l’opposto di ciò che racconta in Quel giorno in cui credevo ( di essere normale e invece mi sono dovuto nascondere): non si nasconde ma mette sul piatto tutto in undici tracce, veloci musicalmente, coinvolgenti, cantabili con un senso e un messaggio.

   Ironia, comunicazione, libertà, un vecchio stile strumentale che pone Pereira tra gli album che si devono ascoltare, magari in macchina in quelle giornate calde estive dove le canzoni sono l’unico sostegno per affrontare una nuova giornata. In realtà i testi sono malinconici, disillusi con perle di speranza come in Maria dove sembra che Cimini da lontano osservi un anziano che racconta in una strada di paese assolata la sua storia d’amore, del vero amore eterno, con Maria: lei non c’è più ma lui ancora bacia la sua foto e i suoi ricordi con lei. Durante l’ascolto è impossibile non farsi trascinare dalla musica perfettamente curata, in un album registrato da Andrea Rovacchi (già noto le sua collaborazioni coi Marlene Kuntz e Capossela) e con la partecipazione di Cristicchi in Pelleliscia e Kutso in Bruno l’erede di Pino. Un album da ascoltare e riascoltare, cantare e capire nel divario che diventa alchimia tra senso e musica, tra malinconia e coinvolgimento.

Federico Cimini è giovane (classe 1988), "troppo" giovane per regalarci un lavoro così equilibrato, interessante; ci porta a metterci in comunicazione con noi stessi, con quella semplicità del piccolo paese italiano tra sogno e disillusione, osservazione e storie di uomini; Pereira è il secondo album di Cimini dopo Non trovo i miei calzini (2010), ma soprattutto dopo aver provato in molti modi a rendere concreta la sua passione (e dopo avercela fatta, appassionando il pubblico con la sua musica); tra tutte le sfide spicca, per originalità e coraggio, il progetto musicale autoprodotto Canzoni clandestine che gli regala una serie di concerti in giro per l`Italia.

   E sembra più che adeguato affermare “Sostengo Pereira”.

Track List

  • Bianca
  • Pereira
  • Come fare
  • Pelleliscia
  • L`assassino
  • Stella cadente
  • Blu
  • Maria
  • Quel giorno in cui credevo (di essere normale e invece mi sono dovuto nascondere)
  • Bruno l`erede di Pino
  • Il mondo diverso