L`importanza di chiamarsi Michele<small></small>
Emergenti − Songwriting − Folk, blues

Federico Cimini

L`importanza di chiamarsi Michele

2013 - Mk Records/Audioglobe
04/10/2013 - di
L’importanza di chiamarsi Michele è il disco d’esordio per Federico Cimini, giovane cantautore calabrese che vive a Bologna, lavoro precedutoda un paio di singoli /ep ed un’intensa attività live.

Questo album, realizzato con l’aiuto di un centinaio di sostenitori attraverso la filosofia del crowdfunding, è un concept  album, forma molto utilizzata negli anni ’70 soprattutto dagli artisti di rock progressivo,che racconta in 14 canzoni “le avventure e disavventure di un Michele come tanti, un terrone, un italiano“.

E’ un racconto veroe proprio con un prologo, uno sviluppo, un finale, i titoli di coda e narra la storia maledettamente attuale di un giovane del Sud che tra illusioni gratuite e  disillusioni, in un contesto sociale italiano come quello attuale, statico, conservatore, fatto di caste e lobby, senza valori, senza regole, fatto di “case aperte e porte chiuse” e senza futuro per i giovani, decide di espatriare alla ricerca di un mondo diverso, salvo poi scoprire che il nuovo contesto è simile a quello che aveva abbandonato e quindi rientra in Italia, nel suo Sud e con rabbia e impegno cerca di costruire un futuro migliore.

La storia termina con un finale a sorpresa che lascio scoprire a voi.

Michele è l’alter ego di Federico Cimini, ma lo è anche di tutti noi.

Passione, rabbia, ironia convivono in testi (che purtroppo si leggono con difficoltà nel booklet) freschi, attuali, a volte scanzonati su una musica che spazia dal rock, al blues, allo ska al reggae e che rendono il lavoro molto godibile.

Federico Cimini cita quali maestri inconsapevoli Simone Cristicchi e Cisco, ma in alcune canzoni i riferimenti più stretti, anche nella voce, sono Rino Gaetano, guarda caso anche lui calabrese, ed Edoardo Bennato.   

I primi tre brani fanno da prologo alla storia, Promemoria, solo rumori e suoni, con due strofe di “Promemoria” di Gianni Rodari, Tutto bene, rock rabbioso sulle false rassicurazioni che arrivano dai potenti e dai media e Questo è il  mio paese, di cui è stato fattoanche un bel video, splendido brano guida di tutto il disco che fotografa l’attuale stato del nostro paese.

Seguono tre brani dove sembradi riavere Rino Gaetano tra di noi :  Un militare che punta il dito sull’ennesimo militare morto  per guerre che non ci appartengono e sui “luridi affari” generati con la guerra, altro grande brano, Diversamente scomodo con un ritmo ska veramente trascinante, La rivoluzione in pigiama che evidenza il gap tra mondo reale e mondo virtuale, dove il nostro Michele alla fine si ritrova, nel mondo realeda solo in piazza, mentre nel mondo virtuale dei social media, FB, internet, YT tutti si lamentano facilmente, perchébastaun solo click su un “mi piace”, e che ci regala una memorabile filastrocca finale.

In Teresa si sfogano le frustrazioni sul sesso, mentre in  Insieme a te, delicata ballata  folk-blues, il nostro si congeda dall’Italia. La gente che conta, solido brano rock, è il primo deludente contatto con l’estero, mentre Non essere nessuno  con uno splendido  intro chitarristico racconta la smania di successo e la voglia di mettersi in mostra delle persone pronte a tutto  per raggiungerlo.Lì con me, ballata acustica, è il viaggio di ritorno al Sud e la consapevolezza di dover agire e lottare e nella  La distinzione c’è l’auspicio di un futuro di uguaglianza tra generi, razza, sesso, religione , “perchè la distinzione che c’è tra un uomo e una specie animale non è banale “.

Siamo ormai alla fine con Epilogo, monologo recitato da Michele costretto dalla necessità ad arruolarsi, andare in guerra ed una notte “tra le stelle che puzzavano di polvere da sparo...", e Ti amo terrone calda ballata, inno sui valori positivi e negativi dei terroni, su sacrifici, passioni, disillusioni “promesse da dimenticare” di cui Michele è un degno rappresentante nel bene e nel male .

Il disco è terminato ma viene subito voglia di risentirlo da capo.

E’ un esordio maturo, ottimamente suonato ed arrangiato, ricco di belle canzoni, in cui molti giovani si riconosceranno.

Lavoro splendido, uno dei migliori dischi d’esordio di quest’anno e fortemente consigliato.

Che sia il disco manifesto per l’attuale  generazione?!

Track List

  • Promemoria
  • Tutto bene
  • Questo è il mio paese
  • Un militare
  • Diversamente scomodi
  • La rivoluzione in pigiama
  • Teresa
  • Insieme a te
  • La gente che conta
  • Non essere nessuno
  • Lì con me
  • La distinzione
  • Epilogo
  • Ti amo terrone