Il ragno nella stanza<small></small>
Emergenti

Fabrizio Zanotti

Il ragno nella stanza

2007 - Storie di note
13/03/2008 - di
“Il ragno nella stanza” è l’esordio solista di Fabrizio Zanotti. Qualche anno lo avevamo incontrato al Leoncavallo di Milano per il progetto Foce Carmosina insieme ad un altro cantautore, Nicola Ricco: i due coniugavano la canzone d’autore, loro e di grandi del cantautorato italiano-straniero, con lo scorrere sulla tela alle loro spalle della pellicola di Sacco e Vanzetti. Parlavano di libertà, di diritti, di uguaglianza e della violenza che si esercita ogni giorno.
L’impegno, non tanto politico quanto piuttosto etico, della canzone di Zanotti permane intatto anche in questo disco che concentra la sua attenzione sui rom, sui migranti costretti a viaggiare, a caritare. Non solo, viene trattato anche il tema della guerra, al cui clima feroce e gelido è dedicata “La mia divisa”.
I primi due brani tra l’altro scorrono piacevolmente e coinvolgono l’ascoltatore soprattutto con le chitarre (l’intro arpeggiato del primo e il suono di slide che percorre tutto il secondo, concluso con un assolo).
Stesso discorso sulle chitarre vale anche per i brani successivi: decisamente orecchiabile e dall’impostazione rock la title-track, anche se quando nello scorrere del testo si sente “Siamo sempre noi a far finta di niente / ma dimmi a stare da soli dimmi come ci si sente?”, non si può non pensare ad un verso di De Andrè contenuto in “Verranno a chiederti del nostro amore” (“Ma senza che gli altri ne sappiano niente te / dimmi senza un programma dimmi come ci si sente”). Belli poi i suoni di “Fumo (macchine feroci)” fra l’elettronico e l’acustico con il testo scarno e l’armonica a bocca.
L’affinità con De Andrè è tematica ed estetica e riemerge nei brani giocati sulla ripetizione delle zeppe finali (il De Andrè più rock e buboliano come si può sentire in “A Mostar”).
Come già riscontrato con altri cantautori nostrani, viene però oltrepassato il limite dell’ispirazione, del rimando, per passare al ricalco. Accade anche in questo disco fino alla penultima traccia decisamente ben realizzata e consigliabile a chi ama la canzone d’autore. In “A piene mani” il suono tenuto e l’urlo iniziale richiamano “Sidun” e “Fiume Sand Creek”; l’arpeggio di chitarra invece è inconfondibilmente vicino a quello de “La domenica delle salme” ed anche qui “i trafficanti di sigarette” somigliano veramente troppo “i trafficanti di saponette” di De Andrè.
Che dire? Il ragno nella stanza” è sì un disco che può piacere, consigliabile però a chi non si fa problemi nel sentire una canzone e soprattutto non ne va a cercare il senso, l’origine.

Track List

  • Controvento|
  • La mia divisa|
  • Il ragno nella stanza|
  • Barbara e il sesso|
  • Fumo (macchine feroci)|
  • A Mostar|
  • Facce di fango|
  • Piove sole|
  • Matrioska|
  • A piene mani|
  • Sarò libero

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