Non al denaro non all’amore né al cielo<small></small>
− Italiana, Cantautore

Fabrizio De André

Non al denaro non all’amore né al cielo

1971 - Ricordi
22/03/2006 - di
Uno dei dischi più importanti della musica d´autore italiana, per chi scrive il più importante. Era il 1971 quando Fabrizio de André firmò questo capolavoro. Un album che diede inizio ad un periodo, quello degli anni ´70, che mai più, come per il rock, sarebbe stato così illuminato.
La canzone d´autore deve molto a questo disco, ma tutti dobbiamo qualcosa al grande Faber per averci regalato un album senza tempo, immortale. Eppure nessun disco, pur indagando a fondo nell’umana natura, ha mai guardato negli occhi la morte come questo.
Ispirandosi all´”Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, De André, aiutato da Giuseppe Bentivoglio (testi) e Nicola Piovani (musiche), raggiunge un’intensità lirica e compositiva impressionante, senza mai l’ombra di una flessione. Nove canzoni che è impossibile interrompere, ogni volta si deve e si vuole arrivare fino alla fine.
Il poeta De Andrè ha fissato nella memoria personaggi che continuano a vivere al nostro fianco, luoghi che affiorano come vissuti. Ci ha incantato con la verità del mercante di liquore, con la crudeltà della pazzia, con la tristezza di un cuore malato, con la rabbia di un blasfemo. E ancora con la rivincita di un nano, con un chimico morto in un esperimento sbagliato, con uno spacciatore di lenti, con un suonatore senza rimpianti.
De Andrè e Bentivoglio compiono un grande lavoro nel contestualizzare i personaggi dell’antologia, nel far emergere le debolezze dell’uomo come l’invidia, piuttosto che quelle della società, anche attraverso un linguaggio adattato ai tempi. Il cuore del nano è solo un esempio forte, tutte le poesie di Masters diventano temi svolti, storie moderne raccontate attraverso canzoni memorabili.
Anche musicalmente siamo ai vertici: gli arrangiamenti orchestrali di Piovani sono perfetti così come l’equilibrio degli strumenti che accompagna la voce di Fabrizio in ogni passaggio. Suoni ricchi quando serve maggiore enfasi, asciutti quando occorre dare più profondità alle parole.
Da quando Faber ci ha lasciati il nostro cuore è malato, ma ogni volta che riascoltiamo queste canzoni, la nostra anima prende il volo. “Non al denaro non all’amore né al cielo” è come la Gioconda, semplicemente esiste già. Non c’è bisogno di rifarlo.

Track List

  • Dormono sulla collina|
  • Un matto|
  • Un giudice|
  • Un blasfemo|
  • Un malato di cuore|
  • Un medico|
  • Un chimico|
  • Un ottico|
  • Il suonatore Jones

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