We’re all from somewhere else<small></small>
− Jazz, Sperimentale

Exploding Star Orchestra

We’re all from somewhere else

2007 - Thrill Jockey
04/09/2007 - di
Per anni artisti ed etichette hanno predicato l’indipendenza come fonte di libertà artistica (salvo poi convertirsi alle major per miraggi di altro tipo). In questo senso un disco addirittura commissionato dovrebbe essere una forzatura, un lavoro a comando che imprigiona le capacità del soggetto.
Invece “We’re all from somewhere else” è uno dei cd più liberi e creativi di questo 2007. Vorrà forse dire che tanti “artisti” hanno ancora bisogno di essere guidati con idee e direttive? Vorrà dire che alle etichette, piccole o grandi che siano, mancano menti con una coscienza artistica?
Qualunque cosa voglia dire, a noi pare certo che “We’re all from somewhere else” è lavoro di alta statura, degno di predicare libertà ed ideali alti, pur essendo stato concepito su specifica richiesta.
Due sono i committenti, non esattamente magnati o amministratori di multinazionali: il Cultural Center e il Jazz Institute di Chicago che per un concerto nel Millenium Park della città hanno chiesto al cornettista Rob Mazurek un lavoro in grado di rappresentare la tradizione avanguardistica della Windy City.
Mazurek ha pensato bene di sviluppare un’opera in più parti che mettesse in atto il percorso di una stella dalla sua esplosione alla diramazione dei suoi raggi lucenti fino alla trasformazione degli stessi in una fenice e quindi in una nuova stella. Niente di più libero e moderno anche perché l’ambientazione spaziale ha fornito il pretesto per inserire parti elettroniche in un suono fatto di jazz contemporaneo.
Ad aumentare poi esponenzialmente l’ampiezza e la densità sonora del disco contribuisce un ensemble, giustamente chiamato Orchestra, composto di ben quattordici musicisti tra flauti, tromboni, clarinetto, chitarra, piano, vibrafono, tubular bells, synth, doppi bassi, doppie batterie ecc.
Ne risulta un magma dalle cui strutture sbucano protuberanze entusiasmanti, espanse fino ad essere destrutturate giocando sulle improvvisazioni e sui toni. Mirabile il pulsare urbano della prima traccia suddivisa in quattro parti fino ad assumere connotati psycho con tanto di suoni di anguille elettriche (!).
Il maggior pregio e prodigio è che per quanto il trip si dilati gli arrangiamenti non perdono in sostanza, anzi spesso si riproducono moltiplicandosi sull’iniziale pulsare elettrico.
Tra tocchi jazz, parti classiche, passaggi d’avanguardia e divagazioni cosmiche, “We’re all from somewhere else” ha un approccio Seventies nel fondere e trascendere i generi al punto che potrebbe essere un album degli anni ’70, magari un doppio vinile apribile in stile psichedelico.
Dei dischi usciti negli ultimi anni è uno dei pochi che dia idea di cosa si intende quando si parla di libertà in termini di musica.

Track List

  • Sting Ray and the Beginning of Time (Part 1)|
  • Sting Ray and the Beginning of Time (Part 2)|
  • Sting Ray and the Beginning of Time (Part 3)|
  • Sting Ray and the Beginning of Time (Part 4)|
  • Black Sun|
  • Cosmic Tomes For Sleep Walking Lovers (Part 1)|
  • Cosmic Tomes For Sleep Walking Lovers (Part 2)|
  • Cosmic Tomes For Sleep Walking Lovers (Part 3)|
  • Cosmic Tomes For Sleep Walking Lovers (Part 4)|
  • Cosmic Tomes For Sleep Walking Lovers (Part 5)