Set - For Lynn Margulis<small></small>
− Jazz, Sperimentale, Free

Evan Parker - Set

Set - For Lynn Margulis

2009 - PSI
22/01/2010 - di
Evan Parker è uno tra i maggiori, più affermati e importanti jazzisti improvvisatori inglesi. Nella sua carriera ha portato il free jazz e la libera improvvisazione britannica a parlare con la voce del suo sax contralto attraverso una tecnica sviluppata negli anni che si compone di respirazione circolare e strutture ripetitive. La particolarità di Parker è la capacità di creare dei pattern, dei blocchi di successioni di suoni veloci, che incastra a ripetizione combinandoli e dando l’impressione di uno sdoppiamento. ´Set´ è un disco che esce nel 2009 ma in realtà è stato registrato qualche anno fa, nel 2003; è un album particolare che raccoglie un primo e breve pezzo in studio, uno ben più lungo dal vivo e ancora un terzo in studio. Parker suona con il trio formato da Paul Lytton alla batteria e live electronic e Barry Guy al basso. Proprio l’elettronica è un campo che affascina da anni il sassofonista per la sua idea di sviluppo sonoro: la possibilità attraverso il live electronic di campionare in tempo reale, ovvero il segnale è utilizzabile nello stesso tempo della campionatura, comporta un utilizzo estremamente creativo dei raddoppiamenti e degli effetti eco. Nel disco infatti vengono coinvolti FURT (il duo elettronico formato da Richard Barret e Paul Obermayer), Lawrence Casserley al signal processing, Walter Prati al live processing e Marco Vecch al suond projection. Il marcato utilizzo creativo con l’elettronica è presente con evidenza nella lunga seconda traccia di questo ´Set´ dove la libera improvvisazione dei tre viene gestita attraverso il processing del segnale. ´Set´ sta a significare Serial Endosymbiosis Theory, ovvero la teoria evolutiva della simbiosi di organismi non cellulari che fu trovata da Margulis nel 1966. L’omaggio dell’ex studente di biologia Parker è un ritorno verso le variazioni atonali e le evoluzioni sonore microcellurari che è in grado di rappresentare con la gamma dei suoi sax (tenore, soprano, alto). L’elettronica processa il segnale e porta su le altezze per rendere acido l’incontro-collisione fra l’archetto o slapping di Guy e l’utilizzo dei registri differenti per i suoi sax da parte di Parker. Il risultato sono scarichi continuativi di energia come avviene a tre quarti del secondo pezzo del secondo pezzo, dove la tecnica di Parker si fonde con la volontà elettronica di creare una sorta di canone e sovrapposizione crescente delle voci in un magma che continua a cambiare di spessore e qualità. Oppure ambienti distesi dove le riverberazioni si mescolano ai suoni tubolari e allo scorrere elettronico. Il ritratto o l’immagine della natura e delle sue evoluzioni che esce dal disco è esplosiva, corrosiva e affascinante.

Track List

  • Set Part 1 intro (studio) 5:28
  • Set Part 2 (concert) 39:55
  • Set Part 3 (studio) 5:02