Il mestiere di vivere<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Ernesto Bassignano

Il mestiere di vivere

2019 - Delta House
25/03/2019 - di
Come una quadratura del cerchio. O forse una storia di eterni ritorni: da Pavese a Pavese. Da La luna e i falò (1989) a Il mestiere di vivere (2019). Trent’anni di Bax. Vissuti-cantati-lottati-spesi da Bax. All’anagrafe Ernesto Bassignano. Ex giovane del Folk(studio), col tempo e come succede a chi crede davvero, probabilmente tentato di diventare ex-tutto. Tranne che di una doppia frequentazione: i libri di Cesare Pavese (appunto) e la canzone d’autore. La sua, approda qui forse all`espressione più matura, umanista. In sintesi: va bene la politica e tutto il resto, ma il vero discorso comincia, si misura e finisce (semmai) con l’uomo.
Pacificato? Ma quanto mai! Bax le canta ancora a ciglia asciutte. La polemica è però misurata. La retorica non c’è. La luna e i falò è per ciò un disco equilibrato. Coerente. Resistenziale, se ancora si può scrivere (e cantare). Dice: “Se il tempo sta cambiando/ se il vento sta crescendo/ se il mondo sta cadendo su di noi/ E c’è chi sta gridando/ e c’è chi sta dicendo/ che è già finito il tempo degli eroi”, ma più che nella solidarietà di classe, adesso la pars construens andrebbe ricercata nella solidarietà di specie (“amiamoci di più”). Sono, se volete, messaggi nella bottiglia. Canzoni come stazioni. Nove passaggi di tempo e d’autore, supervisionati musicalmente da Stefano Ciuffi e Edoardo Petretti. Nove contraltari autoriali all’esondare del pietoso usa-e-getta discografico.

Il mestiere di vivere – quello fuori dai dischi, quello ontologico - di Ernesto Bassignano ha attraversato Valle Giulia, la militanza, una geografia infinita di feste dell’Unità, e allora chi se non lui può permettersi di incitare come in un mantra: “Calpesta la tua roccia/ coltiva grano e vino/ la tua ragione non tradirla più/ Scrivi sui muri amiamoci di più”. E questo per riandare all’amore universale. All’orgoglio dell`appartenenza. Al senso di medesimezza gramsciana.  ll mestiere di vivere è il suo album numero nove. Vi si rintracciano alcune delle tracce più riuscite che abbia mai scritto e cantato: Amiamoci di più,  Il giullare verticale, Gli artisti, la  stessa title track. Per esempio.

Il disco è parco, incisivo il giusto, e per quanto riguardo la musica, ci sono il folk autoriale che ti aspetti e qualche  divagazione jazz. Per ribadire aldilà di ogni ragionevole dubbio che la musica non è finita. Che la  canzone d’autore non è morta, continua a essere anzi cosa seria, certo se passa dalla testa, dalla penna e dalla voce di padri storici come Ernesto Bassignano. Dentro metafora, Il mestiere di vivere è un disco-rifugio. Un porto sicuro per reduci e disorientati di tutti i tempi, da tutte le battaglie. Per gli orfani ideologici e gli sconfitti non pacificati. Può insegnare loro – ma senza precetti né aria da tazebao, piuttosto con poesia che non sbrodola –, per esempio la cosa più importante: come il pensiero libero non è imprigionabile. E nemmeno liofilizzabile in surrogati di felicità obbligatorie.

L’ho scritto prima: l’uomo è il centro gravitazionale del discorso di questo nuovo Bax. Un uomo camusianamente in rivolta - pure se con i suoi inciampi,  le sue sconfitte, le sue malinconie –, con ancora diverse credenziali da giocarsi e da spendere, Non fosse altro che in nome dei figli (Gli occhi di mio figlio). Fuori e dentro le righe – nelle parole che canta e in quello che le parole lasciano intendere – Ernesto Bassignano non ha mai smesso di crederci. Diogenianamente. Ostinatamente. Di crederci al punto da scommettere sulle capacità resilienti del prossimo (Amiamoci di più), e – perché no - in quelle di una nazione (quell’altra nazione) capace di guardare avanti. E di sperare-lottare (Un paese vuol direQuella notte che). Crederci a sua volta.

Track List

  • Amiamoci di più
  • Commesso viaggiatore
  • Gli occhi di mio figlio
  • Il mestiere di vivere
  • Il giullare verticale
  • La vita l`è quella che l`è
  • Quella notte che
  • Gli artisti
  • Un paese vuol dire