Revolution in Your Heart<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

Eric Lindell

Revolution in Your Heart

2018 - Alligator
01/11/2018 - di
Cosa potrebbe venir fuori dalla musica di un hipster californiano che vive a New Orleans? Da un personaggio cresciuto sotto le palme della West Coast a tatuaggi e skateboard ma che si innamora delle terre della Louisiana del sud?

Eric Lindell, se fosse dietro al bancone di uno di quei locali in Franchmen street dalle luci soffici e i colori caldi, metterebbe in uno shaker tutti gli umori e le melodie meridionali, aggiungerebbe le spezie del Golfo e, dopo aver ben scosso il tutto, ci servirebbe un cocktail all’Americana dal gusto morbido e stuzzicante.

Originario di San Mateo, in California, trasferitosi nella Big Easy per amore, il suo sound raccoglie tutta la leggerezza del rock della West Coast e la mescola con le battute del R&B e del funk di New Orleans, con ritmi dall’anima blues. La musica di Lindell è una fantasiosa miscela di roots americana fresca, orecchiabile e solare, un mix che trasmette una irresistibile voglia di ballare e riempie le strade di gente pronta a far festa. Un disco senza pretese ma con un groove contagioso, Eric Lindell proviene dalla nobile scuderia  Alligator con la quale ha debuttato nel 2006 con Change in the Weather. Da lì in poi ha imboccato una strada dove la canzone d`autore ha sposato solari armonie di sapore southern: il buon umore è di casa nei dischi di Lindell, un buon umore che scaturisce dal valore dato alle cose semplici, dalla vita spensierata e dai piccoli piaceri quotidiani, attitudine ben espressa nel suo album Low On Cash, Rich In Love (2008), emblematico già nel titolo.

Anche le coordinate musicali di Gulf Coast Highway del 2009 si aggiravano su quelle frequenze, rinnovando i fasti del cosiddetto blue eyed soul e di quel gumbo musicale cucinato con pazienza a New Orleans. Revolution In Your Heart, registrato con l’engineering Benjamin Mumphrey nel famoso studio In The Country a Bogalusa, Louisiana, non tradisce la strada imboccata, ma questa volta Lindell sceglie un sound spogliato di fronzoli, ripulito, senza la sezione fiati e troppi sfarzi. Da qui la decisione di suonare quasi tutti gli strumenti: una Telecaster e una Gibson ES 335 a 12 corde, basso, armonica, chitarra acustica, synth, Hammond e tastiere, nell`autarchico tentativo di immaginare un suono complessivo a propria misura. Unica eccezione sono le percussioni affidate a Willie McMains e l` intervento col pianoforte di Kevin McKendree nel pezzo country oriented "Millie Kay”, dove Lindell riesce ad evocare la tradizione di un sound rurale già conosciuto coi Pure Prairie League.

Revolution In Your Heart è frizzante e allegro, ora bluesy ora funky, colorato dai riflessi del Sud e impregnato di quella filosofia take it easy che pulsa positiva in Shot Down, un orecchio ai cori alla Delaney and Bonnie e vivaci licks di chitarra sparsi qui e là, anche nella dolce ballad Heavy Heart o nella solare Pat West.

Tracce piene di euforia, accentuate dal r’n’r da spiaggia caraibica con tocco alla Chuck Berry di Kelly Ridge, o dallo stile alla Johnny River in The Sun Don’t Shine, e ancora da melodie che strizzano l’occhio ai Byrds e attraversano atmosfere anni settanta fatte di wah wah in Big Horse, oppure ci conducono di nuovo nelle campagne Americane con la suadente ballata in mid-tempo Claudette e la leggera Appaloosa che gioca coi ritmi sincopati e in levare. Ricca di emozioni è How Could This Be?, co-scritta con l’amico Seth Walker artista con cui ha più di un punto in comune, suadente  e affascinante come un bacio in una tiepida serata del Sud.

Revolution In Your Heart è come il titolo, una rivoluzione sentimentale con le armi del buon umore, della rilassatezza, delle piccole gioie quotidiane e di quella sana pigrizia che alberga nei suoni baciati dal sole del sud.

Track List

  • Shot Down
  • Revolution
  • Heavy Heart
  • How Could This Be?
  • Big Horse
  • Pat West
  • Kelly Ridge
  • Claudette
  • Appaloosa
  • Millie Kay
  • Grandpa Jim
  • The Sun Don’t Shine