The best<small></small>
− Italiana, Cantautore

Enzo Jannacci

The best

2006 - Alabianca
15/01/2007 - di
Le compilation non ci piacciono. La recentissima invasione dei 29,90, calata barbara comandata dalle major con i suoi soldatini di piombo - da Renato Zero a Guccini passando per Venditti, non c’è distinzione - sembra fatta a posta per motivare la nostra allergia.
Ma c’è sempre l’eccezione, basta distinguersi. È il caso, ad esempio, di Enzo Jannacci, uno che si è sempre distinto, che non hai mai amato le omologazioni.
Infatti, lui, le sue migliori canzoni le ha ricantate, scusate se è poco, mentre il figlio Paolo ne ha curato con l’ormai nota bravura i nuovi arrangiamenti. All’interno della bella confezione in digipack, oltre ai due cd, i testi di tutti i 37 brani (4 gli inediti) e una sanguigna presentazione di Gianni Mura che, potendola trascrivere, renderebbe inutile ogni altra parola.
E ancora ci commuove Jannacci con le sue canzoni che hanno quasi mezzo secolo, con la sua voce che sembra sempre sul punto di spezzarsi, di non arrivarci. Passati i settanta, “l’insolito rompicoglioni”, così simpaticamente definito da Mura, le sue canzoni ancora ce le canta, che mica invecchiano, loro.
“Io e Te” sembra scritta oggi “e si ma qui, che l’amore si fa in tre, che lavoro non ce n’è , l’avvenire è un buco in nero in fondo al tram”; “Se me lo dicevi prima” vola ancora leggera con le sue semplici pesanti verità; “Sfiorisci bel fiore” è sempre una splendida poesia, non sfiorisce mai.
Qualche pillola amara è rimasta nel cassetto, “El me indiris”, “Chissà se è vero”, “L’era tardi”, ma qui ce ne sono comunque abbastanza per curare ogni tipo di nostalgia, volendo anche quelle degli anni ’80.
“Sei minuti all’alba”, struggente fino all’ultimo respiro di tromba, rimane un piccolo capolavoro, una delle più belle canzoni mai scritte sulla guerra. E poi c’è sempre la Milano in bianco e nero, quella degli anni ’60, quella che mai nessuno ha cantato come lui, quella che da quando è diventata a colori e soprattutto da bere, non gli piace più.
E poi, in fondo, se non c’è “L’Armando” ci sono “Cesare” e “Veronica”. Gira e rigira, sempre là arriva Jannacci. Al cuore. E senza usare le mani da chirurgo.

Track List

  • Cd doppio