Suonato<small></small>
Emergenti − Songwriting

Emilio Stella

Suonato

2018 - Goodfellas
01/10/2018 - di
Sicuramente chi ascolta musica cantautorale cerca questo: la vita, raccontata, vissuta, osservata e musicata, l’esistenza umile del quartiere, della periferia, ma anche delle tradizioni che cambiano le prospettive; Emilio Stella riesce a proporre un album con queste qualità, un lavoro Suonato, sia in termini musicali con la band, sia in termini pugilistici. Il cantore si divide tra metafora e realtà, tra radici poetiche e attualità incerta, consumistica e, fondamentalmente, sporca, vivendo però come sporche quelle caratteristiche che fanno per lo più scansare le persone umili, ignoranti culturalmente, ma consapevoli dei valori, sapendo affrontare la quotidianità con la delicatezza della propria storia. Emilio Stella si avvicina a Marcella, brano dedicato ad un’accattona burbera, ma dall’animo gentile ed a La gattara, che dedica tempo ai gatti come una sorta di riscatto per averli mangiati in guerra, brano con la partecipazione di Giulia Anania, in uno scambio caratterizzato da rispetto e delicatezza, creando un legame emotivo, tramite il dialetto romanesco, commuovente.

   In Suonato c’è il sentimento, quello puro, quello del viaggio nel quartiere, per la Pontina, avendo la sensazione di muoversi nel tempo sociale, in quello che dovrebbe essere sviluppo, ma che, inesorabilmente, si trasfroma in degrado tra immondizia, puttane e caldo, ma con la voglia di non voler chiudere gli occhi, ma osservare, vedere davvero le persone, assaporarne le storie e comprenderle. Emilio Stella presenta il vivere, quello vero, non mediato dai centri commerciali che sono luoghi di incontro consumistico, non nei social che coprono lo sguardo, ma dalla volontà e dal bisogno di vedersi, vedere l’altro, e metterci ebbrezza nella vita, come ne Le birre perché “tutto fa vita, fa poesia, tutto serve, solo chi lotta non perde”. Sembra che i perdenti siano i veri vincitori, basta usare un nuovo punto di vista, quello poetico di Stella, che in undici brani segna il ritmo e si fa seguire nei vicoli,tra la gente, conoscendola e riconoscendosi nello sguardo altrui, aprendosi all’ascolto dell’altro e, soprattutto, emozionandosi.

   Musicalmente risulta chiara la coesione col gruppo, la ricerca di un sound personale, di una vocalità chiara, diretta, giocata e musicale, merito dei live che lo hanno fatto conoscere Emilio Stella nella scena indipendente romana, condividendo il palco con Mannarino, Cristicchi, Piotta, Il Muro del Canto e collaborando con Er Pinto. Il cantautore, classe 83, col suo primo album autoprodotto Panni e Scale (2011) ha ricevuto i primi riconoscimenti: il brano Festa viene inserito nel cd compilation del Club Tenco e viene invitato ad esibirsi al Premio Tenco, negli anni successivi vince il premio Botteghe d’autore, il Premio Stefano Rosso, il Poeta Saltimbanco, oltre alla prima edizione di Dallo stornello al Rap, ma soprattutto riesce ad attirare l’attenzione dei media tradizionali, anche grazie al singolo Pontina che diventa subito virale. Stella percorre strade dalla periferia al mare, dall’amore cantato come tarantella in Leilalù all’amore finito in Pesa più un amore di un vinile, dalla società di oggi apparente in Attenti al cool alla Terra di Calabria che sembra restare ferma, fino alla tradizione de La pecora fa mbè, ma in ogni tratto percorso riesce a guardare dentro, e trovare l’essenza, rimandando all’ascoltatore un vero significato.

   Suonato è un album spiazzante, intenso, con una forte emozione, quella forza della linearità che apre il cuore e fa alzare lo sguardo verso l’altro, scrutando la verità nascosta negli occhi; ogni brano risulta indispensabile, ma con un’estemporaneità che sottolinea la lealtà che si ritrova in Maledetto tempo, la storia di Francesco Totti che si lega con quella dell’artista, ma anche al nostro Paese, perché alla fine Il Capitano è il simbolo indiscutibile. Emilio Stella è un nome che ci si augura di sentire ancora, perché dopo aver consumato Suonato, aver apprezzato Gli alieni siamo noi,ogni ascoltatore può ammettere che il cantore è riuscito appieno a trasmettere il messaggio “canterò, per chi almeno un po’, sogna come me, viaggia dentro sé. Gli alieni siamo noi che poi dimentichiamo di essere umani e non tendiamo più la mano”, e benvengano cantautori che sappiano ancora avere una “missione” come uomini.

Track List

  • Pesa più un ricordo di un vinile
  • Attenti al cool
  • Marcella
  • Gli alieni siamo noi
  • Leilalù
  • La gattara
  • La pecora fa ‘mbe
  • Terra di Calabria
  • Pontina
  • Maledetto Tempo
  • Le birre