Wonderful Crazy Night <small></small>
Rock Internazionale − Pop

Elton John

Wonderful Crazy Night

2016 - Mercury / Universal
09/02/2016 - di
Tre anni dopo l’intimismo di The Diving Board, Sir Reginald Kenneth Dwight, al secolo Elton Hercules John, torna con il suo trentaduesimo album in studio, il primo da due lustri a questa parte col vestito della celebre Elton John Band.

Con Wonderful Crazy Night si fa un bel tuffo nei primi anni Settanta con dieci canzoni uptempo, piene di colori sonori che ci dicono quanto splendente possa ancora essere il pop scritto con leggerezza e semplicità, appena bagnato da gocce di r&b, evitando ogni superfluo arrangiamento che appesantisce l’ascolto. Cose che non ha dimenticato Elton John, come canta nella title track, con un piacere che si sente salire dalle viscere.

Pezzi esuberanti, allegri, che scivolano sulle liriche di Bernie Taupin con un sapore di piacere ritrovato. Va veloce il piano nella splendida tradizione in stile montagne russe di questo autore, a evocare pezzi di storia come Crocodile Rock o Honky Cat. È bella piena la voce (e ancora sembra un miracolo) a dar forma a memorie senza cadere nella nostalgia.

Come, oltre che nella boom-boom Wonderful Crazy Night, accade in In The Name Of You, dove i tasti bluesy di Elton danno il via a un riff che scivola sottopelle all’istante, impreziosito dalla chitarra del fido Davey Johnstone, il quale poi fornisce il meglio di sé in Claw Hammer, con le 12 corde che pizzicano i giorni dei Byrds. La ballatona tutto cuore e occhioni lucidi Blue Wonderful vale di per sé il disco, ma se poi possiamo fare il bis con A Good Heart (in entrambe la zampata di T-Bone Burnette, coproduttore dell’album), dove i Beatles incontrano quel certo accento Southern soul che ci piace tanto, allora l’atmosfera si fa pure più densa.

La stampa inglese non ha timore di scomodare un totem come Goodbye Yellow Brick Road tanto per identificare il mood di Wonderful Crazy Night. Chi scrive vi ha trovato degli accenni, ma lascerebbe in pace i santi. Non c’è bisogno di andare alla pesca di cotanto padre per dare profilo a un disco che non ha momenti di pausa, zero riempitivi e fronzoli. L’eco del passato c’è tutta, Elton John non ne fa mistero. Ma non spolvera l’argenteria di casa per presentare un lavoro che sia impeccabile solo da un punto di vista formale. Dopo gli anni degli eccessi (up&down) ecco un disco bello bilanciato. In un’epoca così gelata, rifiorire partendo da radici che ancora sanno dar luce e movimento a uno stato d’animo… insomma, non è da buttare via, non trovate?

Corrado Ori Tanzi

https://8thofmay.wordpress.com

Track List

  • Wonderful Crazy Night
  • In The Name Of You
  • Claw Hammer
  • Blue Wonderful
  • I’ve Got 2 Wings
  • A Good Heart
  • Looking Up
  • Guilty Pleasure
  • Tambourine
  • The Open Chord
  • Edizione Deluxe
  • Free and Easy
  • England and America
  • Edizione Superdeluxe
  • Free And Easy
  • Children’s Song
  • No Monsters
  • England And America

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