Do the don’t<small></small>
− Americana

Elliott Sharp

Do the don’t

2004 - Gaff Music
15/09/2004 - di
Parlare di un disco di Elliott Sharp senza dilungarsi un po’ sul personaggio è a dir poco impossibile, tale è stata la sua presenza nell’ambito del downtown newyorkese, per capirci lo stesso giro che ha partorito musicisti come Marc Ribot, Dave Douglas, John Medeski, Wayne Horvitz e Gary Lucas.
In una carriera quasi trentennale Sharp ha esplorato tanti idiomi diversi dello scibile musicale e sempre con una curiosità e un’inventiva che lo hanno allontanato da mere riproposte calligrafiche. Fresco ancora dell’uscita su Emanem (“The velocity of Hue”, un album per sola chitarra acustica), Sharp si ripropone con la quarta uscita a nome Terraplane (da un famoso brano di Robert Johnson) con il quale esplora le radici più antiche della musica popolare americana e cioè il blues.
Già nel 2000 Sharp aveva sbalordito i puristi del genere con il doppio “Blues for next”, nel quale, ad una prima parte quasi canonica, si contrapponeva una seconda più sperimentale, che partiva dal blues per toccare i lidi dell’improvvisazione.
Ora con “Do the Don’t” Sharp cerca di accorpare in un’unica opera più accessibile le intuizioni di quel capolavoro chiamando a raccolta i fidi Dave Hofstra al basso, Sim Cain alla batteria e Sam Furnace al sax con i contributi di Eric Mingus e Dean Bowman alla voce e di Hubert Sumlin, leggendario chitarrista di Howlin’ Wolf e autentico idolo per il calvo chitarrista newyorchese.
Il risultato è un album di blues che riesce a suonare moderno e vario. I brani, tutti originali, risplendono già come dei piccoli classici e si imprimono subito nella memoria grazie al cantato molto ispirato di Bowman e Mingus, quasi gospel il primo, più roco e aggressivo il secondo. La chitarra di Sharp fornisce una marcia in più: trita decenni di storia musicale passando dai toni affilati della slide ad escoriazioni noise, da deliziosi assolo di lapsteel ed acustica, a suoni creati con manipolazioni elettroniche.
Diretto e ricercato nello stesso tempo, quest’album non mancherà di affascinare anche i cultori delle dodici battute più classiche e serve come perfetta introduzione al complesso mondo musicale di Mr. Sharp.

Track List

  • Life in crackerbox|
  • Lost souls|
  • Stop that thing|
  • Skramble|
  • Oil blues|
  • Blues in the middle|
  • Please don’t|
  • L8R on|
  • In the drift|
  • Falling