Stanza 218<small></small>
− Italiana, Alternativo

El Muniria

Stanza 218

2004 - Homesleep/Sony Music
10/05/2004 - di
Ci sono personalità di confine, nelle quali la linea di separazione tra l’esperienza artistica e la sfera privata tende a rimanere labile e poco definita. Personaggi che non temono il gioco del racconto in prima persona, dell’autobiografismo, della partecipazione alla spietata lotta con il proprio vissuto.
Emidio Clementi è forse il principale esponente di questa categoria di autori. El Muniria è la sua nuova evocativa creatura. Tutto nasce un paio d’anni or sono come un esperimento, quasi una sfida: rinchiudersi con un paio di amici musicisti per un mese a Tangeri in quello stesso hotel El Muniria dove la leggenda narra che Burroughs scrisse nientemeno che “Il pasto nudo” e uscirne con un pugno di brani da portare in Italia. Qualcosa va storto, e per ripartire ci si ritrova in quel di Bologna.
Questa volta rinchiusi in casa insieme all’ex-Massimo Volume sono il performer Massimo Carozzi, già vicino nella sonorizzazione del reading “La notte del Pratello”, l’ex-Disciplinatha Dario Parisini, qui alle prese con una materia ombrosa, inaspettatamente sintetica e poco chitarristica in senso stretto e una vasta schiera di amici che portano ciascuno il proprio contributo, tra questi va citato Steve Piccolo che ci regala la sua voce calda nella stupenda “Narrating a photograph”.
È curioso che proprio tra le mura domestiche sia cresciuta quella che appare una creatura poco incline a venir addomesticata e rinchiusa in una semplice definizione. Il risultato infatti è sfuggevole e spiazzante, più vicino a somigliare ad un esperimento unico e irripetibile che un progetto organico dall’improbabile seguito.
Per farsi un’idea di ciò basti l’ascolto della grande apertura di “Santo”, con la voce di Clementi filtrata e un tappeto sonoro ipnotico sospeso tra elettronica analogica e una chitarra discorde; il grande affresco claustrofobico teso come una lama che è la title track “Stanza 218”; infine la traccia di chiusura “Insieme”: da brividi, anche se la coda rumoristica tende a divagare in territori forse eccessivamente d’ambiente.
Nonostante ciò El Muniria non vuole presentarsi come un progetto di rottura nella carriera di Clementi: questo disco, per certi versi complementare a “Da qui” dei Massimo Volume, tende a rivelarsi ascolto dopo ascolto l’ennesimo tassello inaspettatamente intenso di una carriera esemplare e coerente.
Un disco da vedere, perché l’ascolto comporta una forte componente immaginifica che la voce di Emidio Clementi, ieratica e fredda come non mai, impone a chiunque si avvicini a queste undici tracce. Se fosse una colonna sonora sarebbe quella di un lungometraggio tra “Taxi driver” e “Fuga di mezzanotte”. Se fosse un cibo sarebbe speziato, servito senza bevande e gustato nella penombra. Se fosse una donna sarebbe misteriosa, taciturna ed impenetrabile.
“Stanza 218”, inequivocabilmente notturno e nervoso, è un lavoro splendidamente evocativo, intimo e spiazzante, poco digeribile fin dal principio ma del quale difficilmente riuscirete a sbarazzarvi.

Track List

  • Santo|Shalimar hotel|Stanza 218|Fermati qui (Dubash marg)|Fino in fondo|Sotto il sole|Forse tra un attimo|Dentro questo
  • bicchiere|Narrating a photograph (Over the phone)|Insieme

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