Hunter and the dog star<small></small>
Rock Internazionale • Songwriting

Edie Brickell & The New Bohemians Hunter and the dog star

2021 - Shuffle Records / Thirty Tigers (Goodfellas)

29/01/2021 di Laura Bianchi

#Edie Brickell & The New Bohemians#Rock Internazionale#Songwriting

Edie Brickell esce dalla sua comfort zone, la tenuta del Connecticut che condivide con il marito Paul Simon, per tornare a incidere nel nativo Texas, negli Arlyn Studios di Austin, insieme alla sua storica band The New Bohemians. Nasce così Hunter and the Dog Star, un disco (il quinto nella loro carriera, e il terzo dal 1995!) che continua il percorso di contaminazione soul, pop, funk e folk, senza farsi mancare eccentrici temi jam, come nel caso della brevissima, ma incisiva Tripwire.

Brandon Aly (batteria), John Bush (percussioni), Brad Houser (basso, synth) e Kenny Withrow (chitarre e synth), come vecchi compagni di scuola, si stringono attorno alla loro leader, per porgere, con la consueta sapienza tecnica, mista a cuore e passione, un pugno di canzoni forse fin troppo eclettiche, ma che centrano l'obiettivo di fare non solo divertire, ma anche riflettere riguardo la tematica contemporanea di uomini, e soprattutto donne, che lottano ogni giorno; un esempio efficace è la storia di Jasmine, la protagonista di Rough beginnings, piccola storia a lieto fine di resistenza quotidiana.

L'elettropop di Stubborn Love è irregolare, e racconta una vicenda, molto comune, di un donna che non vuole rassegnarsi a rinunciare a un uomo insensibile; questo è uno dei casi in cui Brickell sale in cattedra, e insegna come si possano coniugare tematiche scottanti con orecchiabilità e leggerezza solo apparente. Miracles, invece, atmosfere sospese e psichedeliche, sceglie di esplorare le profondità dell'animo femminile, che si dedica a un amore salvifico, mentre la chitarra di Withrow sottolinea in un bell'assolo l'importanza dell'arrangiamento, che esalta la raffinatezza dei musicisti, in bella evidenza nella coda ipnotica, che sfocia nella traccia solo strumentale Evidence.

La band passa da ritmi scherzosamente funky, come Sleeve e Don't Get In The Bed Dirty, ad un percorso di ricerca di nuove sonorità, con I Found You, bell'esempio di unione fra parole e musica, in cui l'eleganza compositiva e interpretativa di Brickell, dalla voce morbida e rilassata, viene sottolineata da sapienti tocchi di slide e delle percussioni che ricordano proprio Simon, in un crescendo emozionante. 

Un buon ritorno, piacevole quanto inaspettato.

 

Track List

  • Sleeve
  • Don’t Get In The Bed Dirty
  • I Don’t Know
  • Stubborn Love
  • Rough Beginnings
  • Tripwire
  • Horse’s Mouth
  • I Found You
  • Miracles
  • Evidence
  • My Power