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Rock Internazionale − Pop

Ed Sheeran

÷ Divide

2017 - Warner
26/03/2017 - di
Popstar usa e getta. Favola del busker di Halifax che passa dai marciapiedi agli stadi. Songwriter di razza. Macchina perfetta sfornahit. Fenomeno di massa. Next big thing. One man british invasion. Ragazzo giusto al momento giusto. Su Ed Sheeran si è detto e scritto di tutto, e la sua faccia pulita, con gli occhiali da primo della classe a correggere lo stereotipo del ribelle dalla zazzera rossa, campeggia un po`ovunque, negli ultimi tempi. Il tour mondiale, iniziato a Torino con isterismi adolescenziali e polemiche su bagarini spregiudicati, lo sta rivelando un intrattenitore efficace e spontaneo; il terzo album, che prosegue sulla linea aritmetica, con un ÷  Divide, dopo il segno + e il x, conferma la vena creativa di un ventiseienne con tutta l`intenzione di non essere un semplice caso discografico.


Dalla prima all`ultima traccia, Sheeran si dimostra artista a tutto tondo; se l`eclettismo sembra essere la cifra di molti cantautori di successo mondiale, il ragazzo sa però anche scegliere le proprie fonti di ispirazione, attingendo a piene mani non solo dall`hip hop (più pop che hip) e dell`uptempo, come in New Man, Eraser o nella superhit Shape of you, piacevoli intermezzi radiofonici e danzerecci, ma anche (e forse soprattutto) dal soul e dal songwriting di qualità britannico e irlandese. Non sembri un`eresia citare Van Morrison, Damien Rice o Glen Hansard: Perfect, Dive, Happier o How would you feel , ad esempio, sembrano, nell`impostazione del canto e nel groove, pezzi che non sfigurerebbero in una loro raccolta, per la cura dei dettagli e per la passione dell`interpretazione.

L`album risulta infatti diviso, come da titolo: a brani leggeri e destinati a fare il giro del mondo, consegnando un`immagine di Sheeran di facile consumo e ascolto, con arrangiamenti e testi didascalici (l`allegra Galway Girl, dedicata a una musicista irlandese innamorata di un inglese, Bibia Be Ye Ye, dalle sonorità world alla Paul Simon, oppure Barcelona, intrisa di stereotipi poco catalani e molto latino americani), ce ne sono altri che, pur accordandosi con l`intenzione immediatamente comunicativa del disco, risultano, a un ascolto più attento, ricchi di significato, come l`intensa Castle on the hill, meditazione sul tempo che passa, sorprendente, se si considera che a scriverla è un ventiseienne, oppure come Nancy Mulligan, che, dietro a un suono folk, nasconde una storia di sessant`anni di amore e convivenza fra religioni e nazioni, colta dal punto di vista di William Sheeran, il nonno paterno dell`autore (She and I went on the run /Don`t care about religion /I`m gonna marry the woman I love/ Down by the Wexford border).

Il lavoro si chiude, inoltre, con Supermarket Flowers, un brano emozionante, dedicato di nuovo alle sue radici (la morte della nonna materna), che forse prelude al quarto capitolo del progetto, che non è difficile supporre sia un segno meno: meno allegria e disimpegno, e di conseguenza più essenzialità e intensità; meno ridondanza nei suoni, e più ricerca espressiva. Da un talento vero come quello di Sheeran, lo aspettiamo.
 

Track List

  • Eraser
  • Castle on the Hill
  • Dive
  • Shape of You
  • Perfect
  • Galway Girl
  • Happier
  • New Man
  • Hearts Don`t Break Around Here
  • What Do I Know?
  • How Would You Feel (Paean)
  • Supermarket Flowers