Longshores drive<small></small>
− Cantautore, Americana

Ed Jurdi

Longshores drive

2003 - RED FEZ RECORDS
02/10/2003 - di
“Longshores drive” è il secondo album di Ed Jurdi, sottotitolato “cosmic american soul”.
La definizione non è eccessiva perché questo giovane cantautore del New Hampshire raccoglie in sé il meglio del soul americano muovendolo con ritmi che provengono da Memphis e da New Orleans. Non si deve quindi pensare a quel “cosmico” come ad un tentativo di avvicinare il soul a suoni moderni o fantascientifici, ma piuttosto come ad un desiderio di penetrarne ogni sua dimensione.
Ed è quello che fa Ed Jurdi con con una voce brillante ed una band di tutto rispetto, in cui compare anche Jon Nolan degli Say Zuzu alla pedal steel.
Le canzoni sono il risultato dei lunghi viaggi a supporto del precedente omonimo disco e traggono quindi anima e ispirazione dalla strada.
Si sente subito che Jurdi è uno che ama spostare la sua musica entro certe coordinate: “Keep on trying” fa rivivere il giovane Van Morrison, mentre “Walking and talking” è uno shuffle che sembra cantato da Lyle Lovett. Grandi nomi a cui Ed merita di essere accostato per la personalità della voce e per il gusto negli arrangiamenti: il canto è ampio ed elegante, lascia aperte le canzoni in modo che possano toccare ed essere toccate. Allo stesso modo il suono è impostato con un notevole uso dei cori e con una strumentazione raffinata e ricca: sax, mandolino, organo, banjo e steel, tutto si muove con grande sensibilità, senza gonfiare e senza rendere traditional la proposta.
“Cosmic”, quindi. E difatti “Longshores drive” ha la brillantezza del Ryan Adams di “Gold”, ma possiede uno sguardo sincero, non strizza l’occhio a nessuno, e soprattutto durante il suo viaggio ama soffermarsi sui particolari di ogni paesaggio, sia che si faccia tappa nelle grandi città storiche del soul e del rock’n’roll, sia che si passi attraverso la provincia del Nord-Est degli States.
Canzoni come “Don’t call on me” e “Catch me if you can” fanno venire alla mente grandi voci minori come quella di Rees Shad e di Mark Erelli: non a caso, quest’ultimo partecipa a “Don’t call on me”, una ballata degna della Band, con l’armonica e il banjo ad emozionare.
Ed Jurdi sa scrivere canzoni spensierate di sicura presa, come “Bumblebee”, e pezzi soul in cui gli strumenti vengono lasciati a sussurrare sentimenti. Quello che manca sono un paio di singoli, che lo proietterebbero dove lo spazio è più luccicante, ma lì il rischio sarebbe di sfocare presto e andare alla deriva nel vuoto.
Ed Jurdi è una piccola stella che ci piace guardare splendere così, da lontano, scrutando a fondo il cielo.

Track List

  • Keep on trying|
  • Walking and talking|
  • Philadelphia|
  • Don’t call on me|
  • Catch me if you can|
  • Bumblebee|
  • Stop drop and roll|
  • Interlude|
  • Kansas city|
  • Passing time|
  • Roll me down by the river

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