Tuscantica<small></small>
− Italiana, Word Music

Ductia

Tuscantica

2007 - AI MUSIC
06/12/2007 - di
La Ductia è una danza medievale del dodicesimo secolo; non sono rimaste testimonianze scritte riguardo questa pratica, sappiamo solo che poteva essere vocale o strumentale. Il gruppo che ne prende il nome nasce in Toscana nel 1994 e si propone di riprendere i suoni della tradizione unendoli alle tastiere, ai fiati celtici di Giuntini, oltre che di miscelare l’approccio contemporaneo nell’arrangiamento con una concezione di centralità melodica forte nelle tradizioni popolari.
I Ductia sono un gruppo ponte, che cerca di creare contatti, che si sposta molto osservando le geografie e proponendone i suoni. La formazione originaria di tre elementi del resto la dice già lunga sugli obiettivi: Massimo Giuntini, virtuoso dei fiati celtici e del buzouki, ha suonato per molto tempo con i Modena City Ramblers e con molti altri protagonisti folk come Pierre Bensusan; Stefano Santoni è un chitarrista acustico e Carlo Gnocchini è pianista di formazione e suono vicini al mondo del jazz.
Nella biografia del gruppo, nei suoi trascorsi e album precedenti si è potuto assistere alle frequenti peregrinazioni per continenti e atmosfere differenti, soprattutto quelle che arrivavano dall’Irlanda. È curioso vedere allora dopo tanto viaggiare quali siano gli occhi che guardano la terra d’origine, la Toscana.
In primo luogo sottolineiamo che il processo verso le proprie radici non è fatto per staccarsi dal presente alla ricerca di un passato aureo, ma per sterrare le radici e reinterpretarle, con una prassi esecutiva che non mira all’autenticità ma sottolinea il passaggio. Ecco perché il secondo brano del disco “La mula di Carlo Magno”, ispirato alle vicende della Firenze carolingia, si apre con una intro di pianoforte di Davide Candini, su cui prende vita una linea melodica gestita dai fiati di Giuntini ed un beat delle percussioni dal suono asciutto. È un modo di costruire il brano che prende la ciclicità e ripetitività del motivo dalla musica popolare, ma che trasporta il tutto in un modo di arrangiare odierno.
“Tuscanica” non è un disco centrato sui fiati celtici, anzi, riesce a mantenere un equilibrio, qualitativamente molto alto, sui vari strumenti che intervengono: si ascolti la bella “Il vescovo conte Guido Tarlati” impostata sulle corde, chitarre e bouzuki; dopo l’intro che richiama la tecnica fingerstyle, data dall’intreccio delle fonti sonore, si costruisce una base su cui intervengono continui incisi e ricami sovrapposti dal sentore blues.
L’ultimo commento riguarda la facilità dell’ascolto, pregio notevole che ha questo disco: “Tuscanica” riesce ad esprimersi ad un livello alto ed immediato in un genere, quello world, dove non sempre la contaminazione e la vivacità vanno di pari passo con la qualità.

Track List

  • Pienza fatta da Pio II|
  • La mula di Carlo Magno|
  • Orsanmichele tra sacro e profano|
  • Il vescovo conte Guido Tarlati|
  • Fiorenza fatti in là che semifo’n divien città|
  • L’archiano e buonconte da Montefeltro|
  • Il gran barone Ugo|
  • San Pietro Igneo e il giudizio di Dio|
  • I ruscelletti di Adamo da Brescia