Move by yourself<small></small>
− Soul, Funk

Donavon Frankenreiter

Move by yourself

2006 - Lost Highway
04/01/2007 - di
Sembra che da qualche parte negli Stati Uniti, anzi in una delle protuberanze più esterne al territorio, sia nata una “nuova” scena. Dalle Hawaii infatti, dopo Ben Harper e Jack Johnson, tanto per dire i due più noti, è spuntato anche Donavon Frankenreiter.
Questo ragazzotto dalle sembianze freak aveva già esordito un paio d’anni fa con un disco prodotto dalla Brushfire Rec., etichetta appunto di Jack Johnson. La sua è una musica solare e positiva, venata di soul e r&b, influenzata dal clima e dallo stile di vita rilassato dell’isola.
Come i colleghi sopracitati, prima della chitarra Donavon si è dedicato al surf, quasi che i due strumenti avessero qualcosa in comune oltre al legno: le sue canzoni paiono sgorgare da una filosofia semplice e naturale, non hanno pretesa di verità, ma mirano a star bene e a far star bene.
“Move by yourself” è un disco piacevole, che emana vibrazioni positive. Uscito per la Lost Highway, non è un tentativo di cavalcare l’onda di chi lo ha preceduto: Frankenreiter si muove sì vagamente sulla scia di Harper e Johnson, o se volete del Josh Rouse di “1972” per non dire di certe cose di Stevie Wonder e Marvin Gaye, ma più che altro suona con spontaneità e feeling.
Si comincia con il groove anni ’70 della title-track, costruito sulla chitarra funky dell’autore, sul basso di Matt Grundy e sulle keyboards di Eric Brigmond. Essenzialmente questa è la formula di un album che non scade nel frivolo pur concedendosi qualche svolazzo mellifluo.
Frankenreiter rimane attaccato al soul e offre una raccolta da godere: ci si può muovere sugli stacchi di “Let it go”, scritta con Angelo, e sul beat di “Fool”, farsi toccare dalle ballad sentimentali o soffermarsi su qualche intermezzo acustico, certi che la band lavori quanto basta farcendo di cori e wurlitzer.
Le tracce più mosse danno prova di una musica che dal vivo può offrire un set coinvolgente: prima il funky di “That´s too bad” prende un piglio rock che lo distingue dalla pocchezza danzereccia di quanto si trova in giro (non ci vuole molto) e poi il brio di “Girl Like You” arriva con tanto di voci registrate dalla strada, battimano e armonica di G. Love a colorare il tutto.
Frankenreiter non è una giovane promessa né tantomeno una “next big thing”: con quell’aria da hippy moderno e benestante, è piuttosto uno naive, che sa divertire e intrattenere con gusto comunicando anche qualche buona sensazione.

Track List

  • Move By Yourself|
  • The Way It Is|
  • By Your Side|
  • These Arms|
  • Let It Go|
  • Fool|
  • Everytime|
  • That´s Too Bad (Byron Jam)|
  • Girl Like You|
  • All Around Us|
  • Beautiful Day