Mi fingo distratta<small></small>
Italiana − Pop

Diana Tejera

Mi fingo distratta

2018 - Filibusta Records
16/04/2018 - di


Sono passati ben sedici anni dalla partecipazione a Sanremo 2002 di Diana Tejera, al tempo parte dei Plastico. Nel frattempo la cantautrice non è certo stata ferma. Attiva nella scena cantautorale romana, per lei si sono susseguite diverse collaborazioni importanti con artisti come Alessandro Orlando Graziano, Nathalie e Tiziano Ferro, per il quale ha coscritto le hit E fuori è buio e Scivoli di nuovo. Nel 2009, insieme a Chiara Civello ha scritto Al posto del mondo, pezzo presentato poi dalla jazzista in gara a Sanremo 2012. La carriera dell`artista non attinge, però, al solo mondo del cantautorato: dimostrando di amare la contaminazione fra le arti, la Tejera ha pubblicato, sempre nel 2012, un intero album in collaborazione con la poetessa Patrizia Cavalli e successivamente un altro progetto discografico con la trombettista Ersilia Prosperi. Il 13 Aprile è tornata da solista con il settimo album della sua carriera: Mi fingo distratta.

Questo nuovo disco è fondamentalmente incentrato su tematiche amorose, nello specifico sull`andirivieni del sentimento, sulla sua natura instabile e al contempo sulla necessità di fingere una naturale distrazione mentre si cerca di tenerlo vivo e non lasciarlo sfuggire. Diana Tejera analizza e prende in giro questo tema ricorrente in maniere diverse, dando vita ad un album che potrebbe essere definito “un trattato semi-serio sull`amore”. In Dritto negli occhi, uno dei pezzi più emozionanti del disco, l`amore è al contempo gioia e timore, poiché la persona per cui si provano sentimenti così forti viene vista anche come qualcuno che spoglia da ogni armatura, che rende vulnerabili. Dal punto di vista musicale l`artista conduce l`ascoltatore da una languida intro di piano ad un finale ricco ed evocativo, in un crescendo accompagnato da un testo finemente scritto. La nostalgia di un vecchio amore viene invece cantata sulle atmosfere sognanti, quasi da fiaba, del ritornello di Abito, in cui tromba e archi giocano a rubarsi il posto dando vita ad uno degli arrangiamenti più belli dell`album.

E forse sono proprio gli arrangiamenti il punto forte di questo disco: vari, curati nel dettaglio, evocativi, in alcuni punti anche vicini alla sperimentazione, ma sempre in qualche modo tendenti ad un`omogeneità di gusto. Già dal brano di apertura del disco possiamo apprezzare questa qualità: Resto sola ha una strumentazione piena, capace di trasferire la determinazione del pezzo e di far risaltare la voce della Tejera, che ricorda da vicino altre cantautrici italiane altrettanto capaci come Marina Rei. In Parentesi di delirio l`artista dimostra di saper sperimentare con i suoni e i registri: l`arrangiamento in continuo trasformarsi lascia spazio sia ad un approccio pop rock che ad un emozionale inserto di violini, mentre si avverte a tratti una lontana eco jazz. Atmosfere quasi orientali ed elettronica convivono in Piuttosto che restare con te, traccia “trafficata”, ma moderna e fresca. Al contempo, nel disco esiste anche un`anima molto più classica, a metà tra il pop tradizionale e il cantautorato impegnato. Lo vediamo in Quando tornano i colori, una potente ballad quasi sanremese, basata sul piano ed arricchita da romantici archi nel ritornello. Nonostante la solennità e la poderosità della parte ritmica in alcuni momenti, l`interpretazione della cantautrice rimane al centro di questo incantevole brano di splendida scrittura. Grazie a questa capacità di valorizzare i pezzi con preziosi dettagli sonori e all`ironia del racconto portato avanti dalla cantautrice, una volta arrivati all`arioso finale segnato dalla title track, la sensazione è quella di voler riprendere da capo l`ascolto di questo disco, per perdersi nuovamente tra le note e le strumentazioni, che lo rendono indubbiamente una prova di grande classe e maturità nell`ambito del cantautorato pop.

 

Track List

  • Resto sola
  • Parentesi di delirio
  • Dritto negli occhi
  • Attraversatemi
  • Abito
  • Necessità
  • Quando tornano i colori
  • Che giornata
  • Piuttosto che restare con te
  • L’intervallo
  • Segreto professionale
  • Mi fingo distratta